Terza parte

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“Non posso, Pierre, ho promesso a Michel che avrei finito il lavoro prima di pranzo. Mi dispiace”.

“Beh, allora andiamoci appena dopo pranzo”.

“No, oggi pomeriggio devo uscire con Odette”. Dopo qualche attimo di silenzio dovuto allo stupore esclamai: “Come, come? Tu esci con Odette?”

“Sì, ci siamo messe d’accordo domenica. Il nostro bus navetta nel secondo giro passa dalla loro grande casa comune. Lei mi aspetta”.

Ecco svanita la mia carica di energia: perché non l’avevo pensato anch’io? Perché non mi era venuto in mente di chiedere a Odette di uscire con me per cercare proseliti? Ero certo che non avrebbe rifiutato. D’altronde saremmo stati in compagnia di altre persone. Sapevo che era giudicato sconveniente per un uomo e una donna non sposati isolarsi in luoghi appartati, ma si usciva in piccoli gruppetti di quattro, cinque o sei persone, quindi non c’era niente di male se in quel contesto avessi passato del tempo con lei. Era lontana da me l’idea di creare artificialmente delle situazioni che mi avrebbero permesso d’isolarmi con lei, soprattutto alla sera in qualche angolo buio.

Nelle federazioni, infatti, vigeva la regola della castità prematrimoniale e della fedeltà coniugale. Il tradimento senza sincero pentimento poteva essere punito anche con l’espulsione dalla federazione, se il coniuge tradito lo richiedeva. Lo stesso trattamento poteva avere il sesso prima del matrimonio, per questo era consentito il matrimonio appena giudicati maggiorenni. Consentito, ma non incoraggiato. Solo quando era evidente che la passione tra due ragazzi era incontenibile, si consigliava il matrimonio. Eventuali rapporti sessuali tra ragazzini minorenni sarebbero stati considerati un fallimento educativo della famiglia, del gruppo e anche delle istituzioni della federazione. L’autocontrollo era invece il perno dei rapporti tra maschi e femmine. Questa scelta morale era un altro motivo di derisione da parte del mondo competitivo.

“Il mondo va avanti e voi siete rimasti indietro” ci dicevano.

“Il sesso libero è una grande conquista civile. Voi non siete liberi”.

“Il sesso è un piacere che non deve essere negato a nessuno”.

“La pratica del sesso è sempre una terapia contro lo stress”.

Nessuno ha mai negato che il sesso sia fonte di piacere fisico e mentale. Anzi, erano incoraggiate le coppie sposate a fare sesso sovente per non essere tentate fuori dal matrimonio. Che cosa accadeva invece a quel tempo nel mondo della competizione? A parte i tradimenti tra i coniugi, che erano ormai accettati come una prassi giustificata, ma che mandavano spesso in rovina le famiglie, si sentiva di stupri, di abusi sessuali sui minori, di gravidanze indesiderate, di stalking, di malattie anche gravissime e contagiose… tutti fenomeni in crescita.

L’industria pornografica nel mondo competitivo era forse più redditizia del gioco d’azzardo e del traffico di armi e di droga. Un bisogno naturale e spontaneo come il sesso era stato trasformato in un’ossessione, pilotata dai media, attorno alla quale ruotava la vita di milioni e milioni di persone, naturalmente paganti!

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