La struttura polifunzionale descritta nei romanzo è completamente circondata da portici per una lunghezza di quasi 600 metri, e rappresenta un fondamentale luogo di socializzazione e scambio. Qui, anche nelle sere di pioggia, le persone possono passeggiare e incontrarsi. Lungo i porticati e spesso anche nei viali dei giardini e dei parchi, ci sono bancarelle improvvisate gestite da volontari, che offrono, a chi lo desidera, spuntini, frutta e dolcetti prodotti dai gruppi sociali della comunità a turnazione.
Al piano terra della struttura, spesso i laboratori artigianali ospitano ulteriori momenti di incontro protetto, favorendo conversazioni al riparo e lo scambio di saperi e consigli. Nelle stagioni più calde, le bancarelle si spostano anche lungo i viali dei giardini, aumentando l’integrazione tra spazi interni ed esterni e permettendo un’esperienza comunitaria fluida e partecipata.
Questa configurazione favorisce un ambiente dove l’incontro tra persone, anche di federazioni diverse, avviene in un contesto protetto, solidale e orientato alla condivisione, in linea con i valori di una comunità autonoma, sostenibile e senza gerarchie oppressive.
Quindi, la struttura polifunzionale con i suoi portici e spazi aperti coperti è un ambiente ideato per facilitare l’interazione sociale continua, la condivisione spontanea di prodotti e attività e la costruzione di relazioni profonde, rispettando i principi di partecipazione volontaria e gestione comune tipici di una comunità con autosufficienza alimentare, energetica e di servizi primari.

