In una società umana senza animali domestici a sangue caldo detenuti come proprietà, gli animali liberi, ma non timorosi dell’uomo, potrebbero convivere simbioticamente con le comunità, riducendo lo stress e la solitudine grazie a delle interazioni spontanee, in linea con modelli comunitari senza uso di denaro e non competitivi. Questa configurazione eliminerebbe i costi etici e ambientali della proprietà privata, favorendo ecosistemi più equilibrati.
Le interazioni libere con animali non padronali offrirebbero compagnia senza obblighi di cura esclusiva, stimolando ossitocina e riducendo l’isolamento in contesti comunitari solidali. In assenza di individualismo, il ruolo compensatorio degli animali domestici svanirebbe, sostituito da legami umani e contatti casuali con la fauna locale.
Senza allevamenti di animali domestici, sia da carne che da compagnia, le emissioni di CO2 calerebbero drasticamente, passando da tonnellate annue a opzioni sostenibili o assenti. Gli animali liberi manterrebbero equilibri predatorii e promuoverebbero biodiversità. Le comunità autosufficienti di condivisione vedrebbero minori pressioni sulle risorse, allineandosi a visioni di sostenibilità senza proprietà privata.
La gestione delle popolazioni animali libere richiederebbe meno impegno da parte umana, perché ci sarebbe già un’autoregolazione dell’ecosistema animale negli spazi del territorio comunitario dedicato a loro, come boschi, prati o montagna. La poca carne che verrebbe consumata come cibo nella comunità deriverebbe dalla caccia di alcuni individui, selezionati per equilibrare la loro crescita demografica.
Non mancano rischi sanitari da zoonosi, ad esempio salmonella da rettili, oppure per le migrazioni stagionali di fauna a sangue calso, soprattutto uccelli (influenza aviaria). E’ quindi indispensabile un’educazione collettiva per un’efficace prevenzione.
I rettili non sono mai stati domesticati storicamente, a differenza di 26 specie di mammiferi e uccelli a sangue caldo selezionati in 14.000 anni. Mancano loro istinti sociali da branco come i mammiferi e non formano legami affettivi. Mentre è teoricamente possibile che gli animali selvatici a sangue caldo, viventi nel territorio comunitario, possano davvero avere legami affettivi con gli abitanti del territorio, concedendo loro il massimo rispetto, legami di questo tipo non sarà mai possibile averli con gli animali a sangue freddo. Forse reciproco rispetto ma non una reciproca relazione affettiva.

