La mortalità globale per cancro e malattie cardiovascolari costituisce una delle principali cause di decesso nel mondo attuale. Secondo dati recenti (2025), nel solo territorio dell’Unione Europea si stima che circa 1.280.000 persone moriranno di tumore nel 2025, con una lieve diminuzione dei tassi di mortalità standardizzati per età rispetto al 2020, dovuta a miglioramenti nella prevenzione e nei trattamenti. Nel mondo, si stima che i decessi per cancro siano intorno a 10 milioni l’anno. Tuttavia, a causa dell’invecchiamento della popolazione, il numero assoluto di decessi tende ad aumentare, nonostante il calo relativo dei tassi di mortalità.
Le malattie cardiovascolari rimangono la principale causa di morte a livello globale, responsabili di circa il 32% di tutti i decessi nel mondo, pari a circa 18 milioni di morti l’anno (dati OMS più recenti). Queste comprendono infarti, ictus e altre patologie correlate al sistema cardiocircolatorio. La mortalità cardiovascolare è particolarmente elevata nei paesi a basso e medio reddito, ma rimane significativa anche in quelli ad alto reddito.
In pratica, cancro e malattie cardiovascolari insieme rappresentano oltre la metà delle morti globali, con un impatto sociale ed economico molto rilevante. La gestione efficace di queste patologie è cruciale per migliorare l’aspettativa e la qualità della vita a livello mondiale. Il cancro causa circa 10 milioni di morti all’anno a livello globale, con tendenze di crescita numerica per l’invecchiamento. Le malattie cardiovascolari causano circa 18 milioni di morti annue globalmente, la principale causa di mortalità. Insieme rappresentano la maggior parte dei decessi globali per malattie non trasmissibili.
Le differenze nella mortalità a livello globale e nazionale sono spiegate da vari fattori di rischio che influenzano la frequenza e la gravità delle malattie, in particolare quelle cardiovascolari e oncologiche. Le disparità economiche, sociali e culturali incidono fortemente sulla mortalità. Persone con livelli di istruzione più bassi o provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati mostrano un rischio di mortalità più elevato per molte cause, comprese malattie croniche, infezioni e incidenti. Differenze geografiche, come quelle fra regioni più o meno sviluppate, accentuano tali disparità.
Il fumo di sigaretta, l’alcolismo, l’alimentazione scorretta, la sedentarietà e l’obesità sono tra i principali fattori di rischio modificabili che spiegano una quota consistente delle mortalità, soprattutto per malattie cardiovascolari e tumori. La pressione arteriosa alta è un altro importante fattore associato ad elevata mortalità.
Contano anche le differenze nell’accesso a servizi sanitari di qualità, programmi di prevenzione, diagnosi precoce e cure efficaci, poiché determinano variazioni significative nei tassi di mortalità. Nei Paesi con scarse risorse sanitarie, la mortalità per malattie prevenibili o curabili è più alta.
Le malattie ischemiche del cuore e cerebrovascolari sono prevalenti nelle persone anziane e variano a seconda delle condizioni socioeconomiche. I tumori delle vie aeree, dello stomaco e molte malattie respiratorie mostrano forti correlazioni con fattori occupazionali e stili di vita. La mortalità infantile è spesso legata a malformazioni congenite e condizioni sanitarie di base.
La vita in comunità autosufficienti, come quelle descritte nel romanzo, permettono di fare nterventi mirati su questi fattori, che possono migliorare significativamente la salute pubblica: aria pulita, cibi sani, assenza di inquinamento, meno stress.

