E’ inevitabile che in un sistema di competizione ci sia la tendenza degli individui a differenziarsi dagli altri. Per molti diventa una necessità per non essere sopraffatti, dal momento che vengono premiati solo coloro che riescono a emergere dalla massa. Emergere è, in questo caso, un termine appropriato, poiché il sistema costringe la maggioranza a vivere in una “palude sociale” e gratifica oltremodo chi da quella palude riesce a emergere, a farsi notare, evidenziarsi nel bene e nel male. Il successo di pochi viene pagato dalla frustrazione di molti.
La competizione economica è come una grande lotteria: i biglietti vincenti sono molto pochi, mentre molti concorrono, il più delle volte inconsapevolmente, ad accumulare il potere in sempre meno mani. Il cercare di farsi notare, il segnalarsi, il distinguersi, il manifestarsi chiaramente da una situazione, un contesto o un gruppo, nulla è che un segnale di disperazione che ha esiti positivi solo per pochi, ma è una corsa che lascia dietro di sé macerie sociali.
Nella federazione di gruppi sociali non esistono competizione economica, proprietà privata e nemmeno classi sociali. In questo caso verrebbero emarginati proprio coloro che cercherebbero di differenziarsi volutamente dagli altri per fini egoistici. Sono invece premiati coloro che si mettono volantariamente al servizio di chi ne ha più bisogno. Ovviamente la gratificazione di questo servizio non è in termini di denaro, che nel territorio neppure esiste, ma la stima degli altri, che è l’unica moneta corrente.

