Nei progetti finali dell’associazione c’è l’ottimizzazione degli spazi abitativi, dei servizi e delle infrastrutture, per ottenere la migliore funzionalità con il minimo di impiego di risorse e di energia. Per questo la popolazione delle comunità autosufficienti, sempre meno di duemila persone, verrebbe concentrata in un’unica struttura abitativa e polifunzionale. Ne risulterebbe una costruzione di massimo una ventina di piani e lunga da 250 a 300 metri.
L’autosufficienza energetica verrebbe garantita foderando di pannelli fotovoltaici tre pareti su quattro della struttura, che sarebbe rivolta a sud per trarre la maggiore illuminazione solare possibile: non sarebbero quindi più necessarie le centrali elettriche, né tralicci per l’alta tensione o impianti di trasformazione, né cavi sospesi per il trasporto di energia elettrica. Sarebbe possibile recuperare migliaia di tonnellate di rame, elemento in via di esaurimento, senza la necessità di cercare nuove miniere.
La struttura sarebbe progettata rispettando criteri antisismici per resistere a forti scosse di terremoto, mantenendo staticità, agibilità e abitabilità dopo l’evento. La struttura deve poter sopportare scosse multiple, con materiali e tecniche che garantiscano resistenza e ammortizzazione delle sollecitazioni sismiche. Si devono perciò utilizzare calcestruzzo armato e acciaio con giunti sismici e sistemi di controventamento opportuni. Devono rispettare la classificazione sismica della zona, garantendo resistenza alla massima accelerazione al suolo prevista e adottando soluzioni come isolatori sismici, dissipatori di energia, o sistemi di fondazioni profonde specifiche.
La struttura deve inoltre essere suddivisa in compartimenti antincendio per limitare la propagazione del fuoco. Le partizioni orizzontali e verticali devono essere realizzate con materiali resistenti al fuoco secondo le normative, comprese le paratie mobili interne, con sistemi di chiusura a tenuta di fumo, e dotati di sistemi di evacuazione sicura e vie di fuga adeguate. È importante prevedere un sistema di allarme antincendio con meccanismi di spegnimento automatico (sprinkler), oltre a sistemi di ventilazione per il controllo del fumo. Il progetto deve rispettare la valutazione del rischio di incendio e il livello di prestazione antincendio previsto dalle norme per edifici di civile abitazione di una certa altezza. Soprattutto devono essere utilizzati materiali ignifughi o comunque resistenti al fuoco.
Per resistere anche a venti estremi, come tempeste o uragani, è necessario un’adeguata progettazione strutturale con attenzione alle forze di pressione e aspirazione del vento sul volume e sulle superfici della costruzione. Si adotterebbero tecniche di ingegneria per migliorare la rigidità e la stabilità, come telai rigidi, controventamenti e ancoraggi profondi, oltre a materiali che sopportino sollecitazioni dinamiche elevate. Si valuterebbe la zona geografica per determinare la velocità e la forza massima del vento con normative specifiche per la realizzazione del progetto.
Lo scopo principale deve essere la sicurezza e il comfort degli abitanti, perciò è essenziale il rispetto delle norme di sicurezza per l’affollamento e l’accessibilità, con uscite di emergenza multiple ridondanti; sistemi di monitoraggio strutturale e di manutenzione continua per garantire l’integrità e la sicurezza dell’edificio nel tempo.
Le abitazioni e le infrastrutture di un attuale comune europeo, di poco meno di duemila abitanti, sono sparse su buona parte del territorio comunale. Se concentrassimo questa popolazione in una struttura abitativa e polifunzionale, antisismica, antincendio e insonorizzata per garantire la privacy alle famiglie e agli individui, tutto il resto del territorio potrebbe essere utilizzato per la produzione alimentare e per la riforestazione. Si otterrebbe il massimo dell’efficienza con il minor dispendio di energia e di suolo.
Convivere con quasi duemila persone probabilmente non è il sogno nel cassetto della maggioranza delle persone, ma bisogna considerare che questo modo di ragionare è frutto del condizionamento culturale indotto dalla competizione economica, che vede gli altri come rivali anziché potenziali competitori. In realtà le comunità autosufficienti non sarebbero delle ammucchiate disordinate di quasi duemila individui, ma sarebbero delle federazioni di gruppi sociali, ognuno dei quali avrebbe in gestione un intero piano della struttura, con servizi primari comuni, come cucina e lavanderia professionali, sala mensa comune, pulizie e piccola manutenzione, tutti gestiti da personale specializzato.
Ogni famiglia è libera di modificare gli spazi interni del proprio appartamento, con paratie mobili insonorizzate per migliorare il comfort acustico e la qualità della vita al loro interno. Queste consentono di ridurre la trasmissione dei rumori tra le unità abitative o tra uno spazio e l’altro all’interno della stessa struttura, preservando la privacy e diminuendo le tensioni dovute ai disturbi sonori. L’isolamento acustico efficace migliora la qualità del sonno e la concentrazione, inoltre aumenta anche l’isolamento termico. Le paratie mobili insonorizzate sono scelte per facilitare la gestione degli spazi e la flessibilità, pur mantenendo un adeguato isolamento dai rumori. La privacy individuale tra le persone deve essere garantita! Queste soluzioni di isolamento acustico rispondono anche a normative specifiche statali volte a garantire il risparmio energetico (anche se la federazione è autosufficiente dal punto di vista energetico), la vivibilità e il rispetto della quiete all’interno degli spazi condivisi e privati. Le paratie mobili insonorizzate scorrerebbero su delle guide che sono anche tubature per la conduzione di acqua calda, per riscaldare gli ambienti. La pavimentazione è composta da lastre smontabili di legno ignifugo e fibre di carbonio.
L’uso di servizi igienici comuni è spesso associato alla trasmissione di malattie infettive, a causa del contatto con superfici contaminate e della condivisione di spazi chiusi che possono diffondere agenti patogeni. Nei contesti ospedalieri del sistema di mercato o, anche in ambienti famigliari, i bagni comuni possono favorire focolai di infezioni se non adeguatamente gestiti e sanificati. Le strutture polifunzionali comunitarie puntano invece a fornire un servizio igienico a ogni abitante, proprio per ridurre al minimo la trasmissione di agenti infettivi, migliorando l’igiene individuale. Questo è ancor più importante in una comunità chiusa con alta concentrazione di persone, perché ogni contagio potrebbe diffondersi rapidamente.
Nei paesi poveri, l’accesso a servizi igienico-sanitari adeguati è una delle principali carenze sanitarie e sociali. Molte malattie infettive gravi, come diarrea, infezioni respiratorie e parassitosi, sono collegate proprio alla mancanza di servizi igienici adeguati e all’uso obbligato di servizi comuni, spesso insufficientemente puliti. Le linee guida internazionali (come quelle dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) sottolineano la necessità che i servizi igienici siano privati, sicuri, puliti e accessibili per prevenire la diffusione di epidemie e migliorare la salute pubblica.
In un contesto tecnologico avanzato e autosufficiente, come appunto le suddette federazioni di gruppi sociali, il fatto che ogni abitante abbia un servizio igienico personale migliora enormemente le condizioni igienico-sanitarie e contribuisce alla salute pubblica. Questo è un punto di forza rispetto a modelli tradizionali con servizi comuni, particolarmente in presenza di prevenzione sanitaria integrata e monitoraggio medico continuo, come nel caso di queste comunità autosufficienti. La scelta di servizi igienici personali è quindi altamente raccomandabile per minimizzare i rischi di trasmissione infettiva e per mantenere elevati standard di qualità della vita.
Per la manutenzione di strutture polifunzionali come quella descritta nel romanzo, sarebbero necessari vari tipi di artigiani specializzati nel settore edilizio, impiantistico e di finiture. Indicativamente, le figure professionali artigiane che potrebbero essere coinvolte includono: muratori, elettricisti, idraulici, falegnami, tinteggiatori e decoratori, lattonieri, serramentisti, tecnici degli impianti termici, tecnici per la realizzazione e riparazione di pareti divisorie mobili insonorizzate, manutentori generici per interventi polifunzionali, manutentori dei pannelli fotovoltaici, fabbri, carpentieri, tecnici per la manutenzione dell’impianto di depurazione dei liquami, giardinieri, netturbini, meccanici, sarti, calzolai, mobilieri, tecnici informatici. Ci sono poi figure sanitarie indispensabili in ogni comunità, come dentista, otorinolaringoiatra, oculista, internista, coadiuvati da personale infermieristico. Un ruolo indispensabile l’hanno i contadini, coadiuvati dall’agronomo e dal nutrizionista, per fornire una sana alimentazione a tutta la popolazione della federazione.
Per attuare un’efficace prevenzione sanitaria, oltre ai servizi igienici individuali, è necessario che ci siano strumentazioni di rilevamento sanitario di uso quotidiano, semplici ma efficaci, collegati direttamente ai terminali dello staff medico. Qualsiasi piccola anomalia stimolerebbe accertamenti più profondi. Ognuno, dalla propria camera potrebbe utilizzare questi strumenti già dal mattinoappena alzati. Nel romanzo viene ipotizzato un “buco” dove infilare il braccio per tali rilievi, sagomato e registrato secondo la dimensione del braccio e della mano. Così rilievi quotidiani semplici di temperatura corporea, pressione arteriosa, saturazione dell’ossigeno… sarebbero precursori dello stato di salute di una persona, che comunque verrebbe sottoposta a screening periodici, facilitati dal fatto che lo staff medico abita nella stessa struttura, senza grandi spostamenti delle persone interessate.
La stessa comodità operativa avviene per quanto riguarda l’istruzione. Parte dell’insegnamento avverrebbe attraverso sistemi audiovisivi inseriti nella propria camera, guidati dall’intelligenza artificiale. La didattica collettiva avverrebbe sempre dentro la struttura polifunzionale, utilizzando la sala mensa di un gruppo o l’altro, opportunamente adattata. Anche in questo caso il corpo insegnante abiterebbe dentro la struttura.
Nel romanzo viene anche descritto il contenuto del primo piano interrato, con una nursery, un primo soccorso, lo staff dei medici prima citati e un vero istituto oculistico che serve non solo questa federazione ma anche molte altre federazioni. Ogni federazione si specializzerà in un settore sanitario, affinchè la rete delle federazioni possa coprire gran parte delle necessità mediche di tutte le comunità autosufficienti.
Nel secondo piano interrato ci sono i magazzini e i depositi di conserve alimentari. Si dice che l’unione fa la forza, ma l’efficienza è dovuta alla minuziosa organizzazione.

