Avendo solo tre auto di rappresentanza, in una comunità di 1800 persone autosufficiente, con lavoro interno e mobilità pedonale, si ottengono benefici economici, sociali e ambientali notevoli.
Eliminare auto private risparmia enormemente su acquisti (ogni veicolo costa 20-40 mila euro), sulla manutenzione, sulle assicurazioni, sui carburanti e sullo spazio per i parcheggi, con costi ridotti del 90-95% rispetto a famiglie medie con 1-2 auto, caratteristiche del sistema competitivo occidentale. Le tre auto condivise massimizzano l’utilizzo efficiente per usi esterni rari, mentre il bus in dotazione, i mezzi agricoli e l’uso massiccio di biciclette coprono bisogni collettivi di movimento senza sprechi. Questo libera risorse per investimenti in tecnologia e welfare, amplificando l’autosufficienza.
Dal punto di vista dei benefici sociali promuove interazioni faccia a faccia e senso di comunità, riducendo l’isolamento da guida solitaria e favorisce le camminate (salutari) o l’uso delle biciclette per gli spostamenti interni. Il minore traffico abbatte lo stress, l’incidentalità e i conflitti, creando spazi pedonali sicuri che rafforzano la coesione tra i gruppi. Incoraggia anche l’equità, perché tutti possono accedere ai veicoli condivisi, senza status legati al possesso fisico.
Ci sono anche benefici ambientali poiché riduce drasticamente le emissioni di CO2 (fino al 70-90% in confronto delle auto private), come pure sono abbattuti gli altri inquinanti e il rumore, migliorando l’aria e il suolo nel territorio comunitario. Comporta anche minore pavimentazione stradale, liberando spazio per agricoltura e forestazione, con zero consumi di carburante fossile. Questa soluzione supporta i cicli chiusi dell’autosufficienza energetica, allineandosi perfettamente alla resilienza ecologica.
Calcolando che il costo medio per abitante nel sistema competitivo, per l’utilizzo dell’auto, compreso l’ammortamento per l’acquisto, la manutenzione, il carburante, le tasse (bollo, patente…), sarebbe di circa 400-500 euro, il risparmio totale nella federazione di gruppi sociali sarebbe circa da 720 milioni a 900 milioni di euro. Si può ben capire che con quei soldi risparmiati si potrebbero investire nella medicina preventiva, nell’istruzione, nella riduzione dell’orario di lavoro…

