La presenza di comunità autosufficienti rappresenta un vantaggio netto per aziende private e Stato, riducendo costi pubblici e fornendo manodopera flessibile. Lo Stato le tollererebbe solo se utili al sistema competitivo, altrimenti promuoverebbe boicottaggi per incentivare il consumo individualista o, addirittura, le smantellerebbe.
Le aziende guadagnano dai lavoratori temporanei a turnazione poco più che annuale, offrendo competenze formate in contesti senza oneri fissi, mentre lo Stato risparmia su infrastrutture (acqua, energia, sanità) grazie all’autosufficienza e all’impatto ecologico positivo della comunità sul territorio.
L’acquisto di tecnologia tramite i redditi dei lavoratori esterni evita la dipendenza bancaria, contrastando l’imbarbarimento relazionale del capitalismo, però, senza l’utilità provata lo Stato potrebbe reprimerle per forzare consumi individuali, come storicamente accaduto a comunità non allineate. Per questo è necessario mantenere sempre buoni rapporti con le istituzioni rispettando le leggi.
Le comunità autosufficienti possono rischiare conflitti politici con lo Stato per vari motivi, come l’evasione fiscale. Poichè in queste comunità non si fa uso di denaro al loro interno, non ci sono redditi da dichiarare: solo i lavoratori esterni pagano le tasse. In ogni caso, se la comunità non ha denaro da offrire allo Stato, quest’ultimo non spende denaro per la comunità. Un’altro vantaggio che ha lo Stato è il fatto che una parte del suo territorio non necessita di manutenzione e relativi investimenti, perchè di questo si occuperebbe la popolazione comunitaria.
Un altro motivo di potenziale contrasto potrebbe essere la leva obbligatoria se prevista. Anche in questo caso potrebbero esserci degli accordi con lo Stato per dei servizi civili di utilità pubblica.
In pratica i buoni rapporti con lo Stato non devono far apparire queste comunità come delle enclave indipendenti come “stati nello Stato”, che fomentano separatismo o ideologie anti-sistema che indeboliscono l’autorità governativa. Deve invece essere intesa come la gestione particolare dello Stato di parte del suo territorio nazionale. Si cerca innanzi tutto una buona intesa con le istituzioni dello Stato, affiché queste comunità siano di vantaggio non solo per gli abitanti che ci vivono, ma anche per lo Stato. Lo Stato controllerà periodicamente che il funzionamento interno delle comunità non vada contro i suoi interessi delle e che i comportamenti degli abitanti siano rispettosi delle leggi dello Stato.

