Il tema della gestione temporanea dei defunti e dei permessi per salette funerarie dipende essenzialmente dalle normative locali e nazionali, in particolare dalle leggi di polizia mortuaria e regolamenti comunali.
Per legge, luoghi appositi per la conservazione temporanea dei defunti in attesa di funerali (come le “sale del commiato” o camere mortuarie) devono rispettare specifici requisiti igienico-sanitari e di sicurezza e devono essere autorizzati dagli enti locali. Questi locali possono essere all’interno di strutture funerarie autorizzate oppure, in alcuni casi, affiancati a ospedali o strutture sanitarie. L’installazione e la gestione di tali spazi richiede spesso l’autorizzazione del Comune tramite specifica SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e conformità alle normative di polizia mortuaria.
Anche in un modello comunitario con totale condivisione e assenza di proprietà privata, la struttura polifunzionale dovrebbe seguire le normative del territorio in cui si trova. Se nella struttura è previsto un locale per la sosta temporanea dei defunti, questo deve essere autorizzato con congrui requisiti di sicurezza, igiene e servizi accessori per i dolenti, a prescindere dal modello sociale della comunità.
Non sono derogabili le normative statali o regionali relative alla polizia mortuaria e alla tutela della salute pubblica. Di conseguenza, per creare una saletta dedicata è necessario ottenere le autorizzazioni previste dalla legge, anche in una comunità senza proprietà privata o gerarchie formali, perché queste norme hanno finalità di salute e sicurezza pubblica. Quindi, anche in una comunità autosufficiente e collettiva, è necessario seguire le leggi e ottenere permessi per avere una sala per la conservazione temporanea dei defunti, conformemente alle normative vigenti sul territorio.

