La repressione delle proteste non è limitata ai paesi dittatoriali, ma si verifica anche in democrazie e regimi ibridi attraverso l’uso di forza eccessiva, arresti arbitrari e leggi anti-protesta. Rapporti recenti indicano un trend in crescita globale, con escalation nel 2024-2025 dovute a conflitti, crisi economiche e dissenso climatico.
Ad esempio, in Bangladesh e in Mozambico (regimi autoritari) si contano centinaia di morti per spari contro i manifestanti, mentre in Turchia divieti generali e forza letale persistono. Anche in democrazie come Francia (violenza poliziesca al 3.2% delle proteste ambientali), Corea del Sud (fallita legge marziale respinta da proteste) e Georgia (torture e uso di armi chimiche), si registrano abusi sistematici.
Il fenomeno è in crescita dal 2018-2019, con proteste globali aumentate del 4% annuo e repressioni attraverso leggi anti-protesta in 14 paesi dal 2019. Nel 2024-2025, Amnesty documenta un arretramento autoritario ovunque, inclusi omicidi in Pakistan, Kenya ed Egitto, e 22 nuove leggi repressive. Proiezioni per 2025-2026 prevedono peggioramento per fattori economici e climatici.
Per quanto riguarda i prigionieri politici un conteggio parziale elenca 286.296 in 28 paesi (Siria 136.614, Egitto 70.000, Myanmar 22.197). Freedom House e HRW notano migliaia in Bielorussia (1.441), Venezuela (1.900 post-2024) e oltre 65 paesi con detenzioni arbitrarie, ma sono numeri sottostimati per negazioni governative.
Un dato interessante riguarda invece la quantità di detenuti nelle carceri delle due massime superpotenze attuali, USA e Cina.
Gli Stati Uniti e la Cina hanno popolazioni carcerarie tra le più numerose al mondo, con gli USA che detengono il primato assoluto in termini di numero totale di detenuti, mentre la Cina ha cifre elevate ma meno trasparenti a causa della mancanza di dati ufficiali indipendenti.
Negli Stati Uniti, la popolazione carceraria totale supera i 2 milioni di persone, con oltre 600.000 nelle carceri locali, 1,1 milioni nelle prigioni statali e 200.000 in quelle federali, più decine di migliaia in centri per immigrati e minorenni. Il tasso di incarcerazione è di circa 580-751 per 100.000 abitanti, il più alto tra le democrazie, con 485.000 in attesa di processo. Dati del Prison Policy Initiative 2025 confermano un sistema frammentato che costa 182 miliardi di dollari annui.
La Cina riporta ufficialmente circa 1,7 milioni di detenuti nelle prigioni statali al 2025, ma stime indipendenti (inclusi campi di rieducazione nello Xinjiang) elevano il totale a oltre 2 milioni, con opacità su detenzioni amministrative e politiche. Il tasso è intorno ai 120 per 100.000 abitanti, inferiore agli USA per densità ma con accuse di sovraffollamento e mancate verifiche esterne.

