Il quoziente intellettivo (QI) medio sembra essere in calo nelle ultime generazioni, almeno in molti Paesi occidentali, secondo numerosi studi recenti. Per esempio, in Italia si è registrata una diminuzione di circa 6 punti dei QI medi degli adolescenti negli ultimi 25 anni, associata a una riduzione della lettura, impoverimento del vocabolario e scarse competenze linguistiche. Questo fenomeno è legato a minore lettura autonoma, uso prevalente di contenuti multimediali semplici e riduzione delle ore dedicate allo studio della lingua e alla cultura critica.
La scolarizzazione aumenta effettivamente il QI nel senso che favorisce lo sviluppo di capacità cognitive come il ragionamento, la comprensione, e l’apprendimento di informazioni complesse. Tuttavia, il QI non è una misura assoluta della “intelligenza” nel senso più ampio: fattori culturali, emotivi, sociali e creativi contribuiscono all’intelligenza in modo diverso.
Le popolazioni di cacciatori-raccoglitori, che non hanno una scolarizzazione come la nostra, non sono meno intelligenti degli scolarizzati moderni. La loro intelligenza è adattata al loro ambiente e cultura, e valorizza competenze diverse come orientamento spaziale, conoscenza della natura e abilità sociali complesse. Cultura e intelligenza non sono la stessa cosa: la cultura è un insieme di conoscenze, pratiche e valori trasmessi socialmente, mentre l’intelligenza è più legata alla capacità di acquisire e usare informazioni, che si manifesta in modi differenti a seconda del contesto.
Le cause principali del calo del quoziente intellettivo medio nelle ultime generazioni sono molteplici e complesse, ma gli studi recenti convergono su alcuni fattori chiave, come la riduzione della lettura e del vocabolario: i giovani leggono meno libri e svolgono meno conversazioni argomentate, con conseguente impoverimento del lessico, che riduce la capacità di pensiero complesso e critico. C’è un maggiore consumo di videogiochi e contenuti multimediali brevi e semplici, che non stimolano sufficientemente le capacità cognitive avanzate. C’è un cambiamento nel sistema educativo, incluse minori ore dedicate a materie come la lingua e riduzione del rigore educativo tradizionale. Ci sono modifiche nello stile di vita, come una dieta meno sana e un sonno di scarsa qualità, che influiscono negativamente sulla funzione cerebrale. L’uso massiccio e precoce delle tecnologie digitali, può ridurre l’allenamento delle capacità di problem solving e concentrazione. Anche fattori aggiuntivi come abuso di alcol e droghe tra i giovani, compromettono la memoria e altre funzioni cognitive. Il problema coinvolge non solo la scuola, ma anche la famiglia e la società nel suo complesso.
Tutti questi fattori deleteri possono essere maggiormente tenuti sotto controllo in entità territoriali autosufficienti di piccola entità, come le federazioni di gruppi sociali.

