Anche in una struttura abitativa e polifunzionale di circa 1800 persone, in completa comunanza di beni, può essere garantita la privacy individuale. Certamente è necessaria una combinazione di soluzioni architettoniche, tecnologiche e di gestione organizzativa. Innanzi tutto devono essere progettati spazi abitativi privati ben isolati dal punto di vista acustico e visivo, con un ingresso dedicato per ogni unità abitativa. A questo scopo ogni abitante della comunità, neonati e bambini compresi, devono avere a disposizione una loro camera e il loro servizio igienico personale. Saranno i genitori che decideranno come meglio disporre questi spazi attraverso paratie mobili insonorizzate.
Videocamere interne in questi spazi privati sono previste solo per monitorare bambini da parte dei genitori. Altre telecamere possono essere installate in spazi comuni, come corridoi o sale mensa comuni, per garantire la sicurezza comune. Ognuno, nella propria camera deve disporre di strumenti di comunicazione in grado di collegarsi con tutte le persone della comunità: quelli citati nel romanzo sono la nicchia a visione tridimensionale, il pannello multimediale o il mini dispositivo cellulare che funziona solo all’interno del territorio o nelle sue immediate vicinanze. Per ragioni di sicurezza, però, sia per gli individui che per la comunità, le comunicazioni con l’esterno devono essere necessariamente mediate da un centralino, poiché le comunicazioni interne sono faccende private degli individui, mentre le comunicazioni con l’esterno riguardano la sicurezza della comunità. In ogni caso, se questa comunicazione con l’esterno è consentita dall’apposito personale specializzato, la comunicazione diventa privata e non registrata, ma è invece registrato che Tizio ha comunicato con Caio in un’altra federazione oppure con persone nel sistema competitivo.

