Il consenso attuale indica che la popolazione umana globale dovrebbe raggiungere il suo picco entro la seconda metà di questo secolo, con le stime più autorevoli fissate intorno alla metà degli anni 2080, a un livello di circa 10,3 miliardi di persone. Dopo quel picco, la popolazione mondiale è prevista calare leggermente entro il 2100, attestandosi intorno ai 10,2 miliardi.
Le proiezioni più recenti delle Nazioni Unite nel World Population Prospects 2024, hanno aggiornato le loro proiezioni globali:
Popolazione mondiale nel 2024: circa 8,2 miliardi. Nel 2050: circa 9,7 miliardi. Picco previsto: intorno al 2085–2086, a circa 10,3 miliardi. Valore previsto per il 2100: circa 10,2 miliardi, con un leggero declino rispetto al picco.
Queste cifre sono il risultato di un modello media che considera fertilità, mortalità e migrazioni; scenari più bassi o più alti possono variare di alcune centinaia di milioni, ma la traiettoria di picco verso la fine del secolo resta stabile.
Il concetto di picco di popolazione è un tratto fondamentale dei modelli demografici moderni e deriva da tre fattori: 1) declino della fertilità globale, 2) invecchiamento e struttura per età e 3) migrazioni e limiti territoriali.
Declino della fertilità globale: la fecondità totale media (figli per donna) è scesa sotto il livello di sostituzione dei genitori (circa 2,1) in molte regioni del mondo. In Europa, America del Nord, Cina e altri paesi post industriali, la fertilità è ormai ben al di sotto il sostegno naturale, con tassi di 1,5 o meno. Anche in Africa e Asia, dove i paesi più giovani mantengono ancora fertilità più alte, la tendenza è al calo progressivo per l’istruzione, l’urbanizzazione e l’accesso ai servizi.
Invecchiamento e struttura per età: con meno nascite e più anziani, la popolazione mondiale entra in una fase di invecchiamento strutturale. La quota di over 60 cresce più velocemente di quella under 15. Questo “bollo” di popolazione (più morti che nascite) è già visibile in molti paesi, e si estenderà progressivamente al resto del mondo.
Migrazioni e limiti territoriali: in alcune regioni, come Giappone, Corea del Sud, alcuni paesi dell’Europa orientale, la popolazione è già in calo strutturale e lo sarà ancora di più senza l’effetto compensativo delle migrazioni. Le migrazioni attenuano ma non “azzerano” il calo, infatti la pressione globale complessiva resta orientata verso un picco e poi un declino graduale.
Non tutti gli istituti concordano rigidamente sulle date e sulle cifre; esistono scenari più ottimisti o più pessimisti.
Stime più basse: L’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME), in una proiezione recente, ha suggerito che la popolazione globale potrebbe raggiungere un picco già nel 2064 a circa 9,7 miliardi, riducendosi poi a circa 8,8 miliardi nel 2100. Un rapporto di “Earth4All” parla di scenari radicalmente più bassi: se il mondo facesse un “giant leap” in istruzione, sanità, uguaglianza di genere e riduzione della povertà, la popolazione potrebbe stabilizzarsi sotto i 9 miliardi, con un picco già intorno al 2040–2050.
Stime più alte: alcuni lavori precedenti, meno aggiornati, indicavano picchi prossimi a 11 miliardi entro il 2100, ma questi scenari sono oggi considerati meno probabili e sono stati sostituiti da traiettorie più contenute.
In sintesi, la comunità scientifica concorda sul fatto che il picco arriverà entro il 2100, ma la data precisa e la cifra dipendono da quanto rapidamente scendono fertilità, mortalità infantile, povertà e disuguaglianze. Un punto importante è che il picco globale è il risultato di molti picchi nazionali avvenuti in tempi diversi.
Paesi già in picco o in declino: Cina, Giappone, Germania, Russia e molti paesi dell’Europa occidentale e orientale hanno già raggiunto il massimo e sono in fase di contrazione o stabilizzazione. Uno su quattro esseri umani vive oggi in un paese la cui popolazione è già massima o in calo.
Paesi in crescita ma che raggiungeranno il picco entro metà secolo: Brasile, Iran, Turchia, Vietnam e altri stanno ancora crescendo, ma secondo le Nazioni Unite raggiungeranno il picco tra il 2025 e il 2054.
Paesi con forte crescita residua: India, Indonesia, Pakistan, Stati Uniti, e in particolare alcuni paesi africani, come Nigeria, Angola, Repubblica Democratica del Congo, Niger, Somalia continueranno a crescere oltre il 2050, contribuendo al picco globale nella seconda metà del secolo.

