Nel sistema competitivo, quando ciò è possibile, a una certa età viene erogata una pensione periodica al termine della vita lavorativa, dallo Stato o da enti privati, in base alle prestazioni lavorative negli anni precedenti e ai contributi versati.aia, di invalidità, anticipata e altri, con requisiti variabili di età e anzianità contributiva.
La pensione rappresenta la forma di sostegno economico che garantisce una rendita vitalizia o temporanea, a seconda della normativa e dei sistemi previdenziali adottati.
Nelle federazioni di gruppi sociali non esiste una pensione formale, ma è creato un sistema basato su valori umani e sociali che sostiene reciprocità e rispetto per tutte le età. Ognuno contribuisce secondo la propria volontà e capacità, riconoscendo che l’energia e il desiderio di collaborare variano nel tempo, specialmente con l’età. La comunità può riconoscere e apprezzare i diversi tipi di contributo, non solo il lavoro fisico ma anche quello intellettuale, educativo, di cura, o di accompagnamento sociale. Anche dopo una certa età si possono mantenere opportunità di partecipazione che siano leggere e adatte alle capacità, per non isolare chi non lavora più attivamente ma resta parte integrante del gruppo e della federazione.
E’ necessario, quindi, coltivare un clima di stima che premia non solo la quantità di lavoro ma anche la qualità e il valore umano del contributo, riconoscendo saggezza, esperienza e sostegno emotivo, favorendo legami forti tra giovani, adulti e anziani, che permettano la trasmissione di conoscenze, sostegno reciproco, e crescita condivisa della comunità. La solidarietà verso chi rallenta il ritmo di attività, o non può più contribuire attivamente, è un valore chiave per mantenere fiducia e coesione. Sebbene nessuno sia obbligato a contribuire dopo una certa età, è importante che la comunità sia consapevole e valorizzi chi sceglie di rimanere attivo o che comunque partecipa in modi non tradizionali. Il rispetto per le scelte individuali si armonizza con la responsabilità collettiva che si estende anche al benessere di chi è meno attivo.
In sintesi, la stima come moneta sociale può essere nutrita attraverso rispetto, inclusione, e riconoscimento autentico di ogni persona, promuovendo un equilibrio tra libertà individuale e impegno collettivo che si adatti alle fasi della vita.

