L’osmosi inversa è un processo di filtrazione dell’acqua che utilizza una membrana semipermeabile per separare l’acqua dalle impurità, come sali, metalli pesanti, batteri, virus e altre sostanze disciolte o sospese.
Nel normale fenomeno dell’osmosi, l’acqua tende a spostarsi da una zona poco concentrata di soluti verso una più concentrata, fino a raggiungere l’equilibrio.
Nell’osmosi inversa si applica una pressione esterna superiore alla pressione osmotica sulla soluzione più concentrata, forzando così l’acqua a passare attraverso la membrana in verso opposto: si ottiene così acqua molto depurata da una parte e una soluzione più concentrata di sali e contaminanti dall’altra.
L’osmosi inversa è impiegata 1) nella produzione di acqua potabile sicura (ad esempio in impianti domestici o per acque di rete particolarmente inquinate). 2) nella dissalazione dell’acqua di mare per ricavare acqua dolce, con pressioni molto elevate. 3) in ambito industriale e farmaceutico, dove serve acqua ultra purificata.
Ci sono comunque vantaggi e limiti. Il vantaggio è che rimuove fino al 95–99% di inquinanti (nitrati, cloro, metalli pesanti, PFAS, batteri, virus ecc.), migliorando gusto e sicurezza dell’acqua. Il limite è che elimina anche molti minerali utili (calcio, magnesio), per cui alcuni impianti riaddizionano questi sali per rendere l’acqua più equilibrata dal punto di vista nutrizionale.

