Un’organizzazione planetaria umana collaborativa, senza competizione né guerre, con un’equa distribuzione delle risorse, in armonia con l’ambiente nmaturale che da benessere universale, rimane un ideale utopico discusso da pensatori di ogni tempo, ma non si è mai realizzata storicamente né appare imminente nell’immediato.
Ci sono visioni teoriche su un mondo senza guerre e senza violenza, come proposto da movimenti umanisti, ossia un organismo mondiale partecipativo con coordinamenti eletti democraticamente, che promuove il dialogo non violento, l’eliminazione degli armamenti e una coscienza globale contro la violenza economica, razziale o psicologica; con le risorse distribuite per il bisogno e non per il profitto; una governance multilaterale ispirata all’ONU ma potenziata da “Corpi Nonviolenti di Pace” e “Ministeri della Pace”, con enfasi su diritti umani, gratuità e solidarietà per superare crisi globali. Tuttavia questa visione non tiene conto che viviamo in un sistema di competizione economica basato sul profitto.
Infatti, in queste condizioni non sarebbero possibili assemblee planetarie aperte, con l’uso dell’IA per il monitoraggio equo delle risorse (con blockchain per tracciabilità). Non sarebbero possibili decisioni consensuali via referendum digitali globali, priorizzando la sostenibilità, con zero emissioni e la rigenerazione degli ecosistemi.
Nemmeno sarebbe possibile un’economia fondata sulla gratuità, sul dono disinteressato, sulla produzione cooperativa, con l’abolizione del denaro, con un’agricoltura rigenerativa e un’energia rinnovabile distribuita localmente.
Con la competizione economica non sarebbe possibile mantenere una popolazione mondiale stabile, con comunità resilienti autosufficienti ma interconnesse, basata su un’educazione universale con empatia, ecologia e AI etica.
Non potrebbe esserci una bandiera della terra fino a quando ci sarà una competizione nazionalista, un’avidità capitalista e delle crisi climatiche, con conflitti per l’acqua e per le risorse. Le prospettive future, purtroppo, indicano una crisi politica ed economica graduale, con collasso delle catene di approvvigionamento, che dovrà affrontare un bivio esistenziale e metterà in forse la stessa sopravvivenza del genere umano. La proposta che viene fatta attraverso questo romanzo è un’ipotesi di trasformazione graduale della società, che non implica contrapposizioni e lotta per il potere. Offre semplicemente una possibile soluzione ai problemi che ha creato storicamente la competizione economica, pur utilizzando gli strumenti tecnologici che la stessa competizione ha favorito e incrementato.

