Per formare progressivamente una federazione di gruppi sociali le famiglie e i singoli, anche provenienti da zone diverse, devono seguire metodi strutturati di preparazione e integrazione volti a promuovere valori comuni, condivisione, cooperazione e adattamento al vivere comunitario.
Occorrono programmi di formazione e orientamento, offrendo corsi esperienziali che insegnino i principi della vita comunitaria, l’importanza della condivisione e l’autosufficienza ai modelli di gestione collettiva dei beni e dei servizi, con attenzione anche allo sviluppo di competenze relazionali e di risoluzione dei conflitti. Per familiarizzare con le regole, i valori e le dinamiche operative del vivere comunitario, nei gruppi esterni, pur vivendo ancora nel sistema competitivo, si organizzano periodi di prova e di inserimento graduale alla condivisione, alla solidarietà, all’aiuto reciproco.
I nuovi avranno il sostegno dei membri più esperti, che fungono da guide e punti di riferimento, fornendo supporto emotivo, pratico e culturale per facilitare l’adattamento e la costruzione di legami di fiducia. Allo scopo vengono inviati temporaneamente anche esponenti delle federazioni.
Vengono organizzate attività condivise, come lavori collettivi, momenti ricreativi, pranzi comuni, che favoriscano la creazione di relazioni autentiche, cooperazione e coesione sociale. Sono stimolati confronti e dialoghi aperti per definire insieme valori, regole e modalità di convivenza, per assicurare che tutti i membri si riconoscano negli obiettivi comuni e sentano di partecipare attivamente alla costruzione dei gruppi. Ovviamente non è che un gruppo esterno diventi automaticamente un gruppo sociale in una federazione, perché da quel gruppo possono essere prelevate intere famiglie, coppie o singoli già addestrati e inviati magari in federazioni diverse.
Questi metodi creano un processo di formazione organico, progressivo e inclusivo, fondamentale per costruire gruppi sociali solidi, coesi e produttivi in una comunità autosufficiente.

