Sebbene nelle gerarchie sociali animali i maschi dominino spesso grazie al dimorfismo sessuale (di solito maschi più grandi e femmine più piccole) e alla competizione riproduttiva, diverse specie presentano matriarcati stabili dove le femmine occupano il vertice per tratti come longevità, aggressività o ruoli riproduttivi centrali.
Ad esempio nelle iene maculate le femmine sono più grandi (fino al 10-15% oltre i maschi), aggressive e dominanti grazie a un clitoride ipertrofico che simula un pene per rituali di sottomissione; i ranghi matrilineari ereditari controllano clan di 50-100 individui, priorizzando i cuccioli femmine sul cibo e sulla riproduzione, con maschi subordinati che immigrano da altri gruppi e sono servitori del gruppo femminile.
Negli imenotteri eusociali (api, formiche, vespe) e nelle termiti la “regina” femmina è l’unica riproduttrice fertile, che depone fino a 2000 uova al giorno; le operaie femmine sterili gestiscono il foraggiamento, la difesa e la cura, mentre i fuchi maschi esistono solo per accoppiamento e muoiono post-eiaculazione.
Alcune specie di rane, come Phyllobates terribilis, mostrano femmine dominanti più grandi e territoriali, che difendono i siti di ovodeposizione aggressivamente contro maschi; sono le femmine che controllano le risorse idriche e le scelte riproduttive.
Tra gli elefanti sono le matriarche anziane che guidano i branchi familiari (10-20 femmine più i cuccioli), usando la memoria cognitiva per individuare i pozzi d’acqua durante le migrazioni. I maschi sono solitari e creano piccoli gruppi di individui solo quando entrano in una fase di “esplosione” ormonale (testosterone) e tra loro competitivi per la riproduzione.
Tra i bonobo ci sono coalizioni femminili che dominano attraverso strategie di premio sessuale, riducendo le tensioni maschili e controllando il cibo. I lemuri vivono in gruppi di 20-30 individui misti, con gerarchia matrilineare. Le femmine dominano i maschi su cibo e risorse, mostrando aggressività diretta, spesso cacciando i maschi dalle risorse a cui mostrano la propria priorità.
Le orche vivono in gruppi matrilineari guidati da nonne esperte nelle roote per las caccia ai salmoni e alle foche. I maschi rimangono sempre nel gruppo, ma sono dipendenti vita natural durante dalle matriarche. Si accoppiano con femmine di altri gruppi incontrati nel nomadismo marino, ma non abbandonano mai il proprio gruppo consanguineo.
Nel gruppo dei cacciatori raccoglitori umani esiste un notevole dimorfismo sessuale; i maschi sono più grandi e forti delle femmine ma non esiste dominanza maschile, in quanto esistono regole egualitarie condivise tra i sessi. Il maschio dominante è una caratteristica che si è affermata nelle società basate sulla competizione economica.

