Per ottenere una laurea, di solito, non esiste un obbligo generale e uniforme di frequenza alle lezioni; tuttavia, la necessità di frequentare dipende molto dal corso di laurea e dall’ateneo. Alcuni corsi di laurea, soprattutto quelli con forte componente pratica o propedeutica come Medicina, Veterinaria, biologia, bioingegneria…, richiedono la frequenza obbligatoria (solitamente tra il 70% e l’80% delle ore). Senza rispettare questo requisito non è possibile sostenere gli esami e si rischia di dover ripetere il corso. Altri corsi e facoltà prevedono la frequenza libera, stessa possibilità cui gli studenti possono sostenere esami anche senza frequentare le lezioni fisicamente.
La laurea si ottiene sostenendo regolarmente gli esami previsti dai piani di studio dell’ateneo, che possono essere con modalità scritte, orali o pratiche, secondo le regolamentazioni universitarie. Non esistono esami statali o privati autorizzati che in autonomia permettano di ottenere una laurea senza essere iscritti e aver superato gli esami dell’università riconosciuta dallo Stato. Tuttavia, è già possibile trovare università telematiche o corsi che permettono di studiare da non frequentanti e sostenere esami anche in modalità digitale, mantenendo comunque la validità legale del titolo.
Nella federazione del romanzo esistono corsi universitari di bioingegneria, sostenuta da insegnanti bioingegneri autorizzati dallo Stato, che abitano nella struttura polifunzionale. L’indirizzo particolare delle lauree in quella federazione, ottenute comunque attraverso esaminatori decisi dallo Stato, è quella di bioingegneria oftalmica, proprio per sostenere la direzione del centro oftalmico.
Nel sistema competitivo chi vive in grandi città, sede di specifiche università, è favorito nella frequentazione dei corsi, mentre uno studente che viene da fuori città ha necessità di trovarsi un alloggio, con costi non indifferenti per l’affitto e anche per gli alimenti, quindi non alla portata di tutti. Nelle federazioni vitto e alloggio sono garantiti ai membri dell’organizzazione agli studenti, a patto che si mettano a disposizione delle necessità lavorative quella federazione. In ogni caso le ore di lavoro sono minime e non gravano eccessivamente sul percorso di studio. Anche perchè nessun abitante delle federazioni, fosse pure una persona anziana, dovrebbe essere completamente disoccupata, ma dovrebbe fornire, secondo le sue energie effettive, un contributo al funzionamento della comunità, anche se fosse solo un’attività quasi simbolica.

