Con l’aumento delle bidonville aumenta anche la violenza endemica nelle periferie: in futuro i “disperati” assalteranno robot fattorini o droni postini, per razziare cibo o altri generi. I negozi saranno presidiati da guardie armate e da robot gendarmi, che infliggeranno delle punizioni sommarie immediate. Saranno ripristinati i lavori forzati lavori forzati per coloro che saranno sorpresi a rubare e catturati.
Spinti dalla fame in un sistema che esclude coloro che sono condiderati solo dei “costi”, saranno numerosi i gruppi organizzati di emarginati che in periferia attaccheranno i pochi magazzini o i supermercati rimasti attivi, dal momento che la cittadinaza si servirà della spesa on-line. Non saranno quindi persone ad essere attaccate ma veicoli a guida autonoma, droni o robot. In ogni caso saranno danni economici che il potere mal tollererà. Processi lampo porteranno a lavori forzati proporzionati al danno. Il rifiuto di lavorare equivarrà a un digiuno potenzialmente mortale. Queste punizioni, che spesso si concretizzeranno con una morte volontaria a causa dello sciopero della fame, non susciterà alcun clamore tra l’opinione pubblica, che considererà questi individui come delle “non persone”, spesso senza un’anagrafe.
Robot fattorini (Starship, Amazon Scout) già operano attualmente in USA, Cina, UK, con furti segnalati (vandali UK 2023); guardie private armate proteggono i negozi in USA (SFO post-sack). In Italia, in baraccopoli come Borgo Mezzanone vige un caporalato illegale di migranti clandestini, con epidemie e repressione poliziesca.
Nelle prospettive future società distopiche entro il 2040-50, gli assalti a droni e robot diverranno routine nelle cinture periferiche delle metropoli, aumentando la repressione, soprattutto privatizzata. Gli “invisibili anagrafici” senza diritti cresceranno con le migrazioni economiche, dovute ai cambiamenti climatici o in conseguenza di conflitti armati. Il PIL ignorerà la fame, normalizzando le morti silenziose come efficienza sistemica:

