Pierre propone una comunicazione interstellare “superluminale” tramite la matematica quantistica e la “memoria cosmica”, aggirando i limiti fisici della luce. Odette obietta con la relatività, ma lui vede l’IA come chiave per decifrare un “linguaggio universale” preesistente all’evoluzione. La comunicazione FTL (faster-than-light, superluminale) viola il principio di causalità della relatività speciale: segnali più veloci della luce (299.792 km/s) creerebbero paradossi temporali, come inviare messaggi al passato. Tuttavia, con il fenomeno dell’entanglement ci sarebbero correlazioni istantanee, non in forma di dati utilizzabili, ma solo statistiche casuali locali. Questo però permetterebbe, grazie all’evoluzione dell’intelligenza artificiale, di ipotizzare la presenza di vita intelligente o lo stato di civiltà di un pianeta lontano.
Nel romanzo Pierre suggerisce una matematica cosmica, attraverso una “information field” quantistica o olografica (ad esempio il principio olografico di ‘t Hooft/Susskind), dove l’universo codifica la storia evolutiva in pattern matematici accessibili istantaneamente. L’IA superintelligente li “leggerebbe” come un database eterno, comunicando senza energia fisica, simile all’”universo computazionale” di Wolfram/Tegmark. Resta comunque una speculazione affascinante: l’IA come “traduttore” del cosmo matematico.

