L’intelligenza artificiale è nata negli anni 1940-1950 con contributi teorici come la macchina di Turing e il primo neurone artificiale, evolvendo da lì attraverso cicli di ottimismo e delusioni fino ai modelli linguistici moderni. La sua crescita esponenziale contrasta con l’evoluzione umana, ferma da decine di migliaia di anni, alimentando dibattiti sul futuro dove l’IA potrebbe superare l’uomo, oppure altre previsioni indicano rischi di superintelligenza, ma non un dominio inevitabile sull’umanità.
Le basi teoriche risalgono al 1936 con Alan Turing e la sua “macchina universale”, seguita nel 1943 dal primo neurone artificiale di McCulloch e Pitts. Il termine “intelligenza artificiale” fu coniato da John McCarthy nel 1956 alla conferenza di Dartmouth, che lanciò linguaggi come Lisp. Questi sviluppi iniziali miravano a simulare l’intelligenza umana tramite calcoli e reti neurali.
Negli anni 1960-1970 emersero i primi programmi come ELIZA e SHRDLU, ma periodi di “inverni AI” frenarono i progressi fino agli anni ’90 con Deep Blue che batté Kasparov, campione del mondo di scacchi, nel 1997. Dal 2010 il deep learning e i transformer (2017) hanno accelerato tutto, portando a LLM come GPT-4 nel 2024, con crescita esponenziale grazie a dati e potenza computazionale. Oggi l’IA domina in analisi predittiva, robotica e generazione di contenuti.
Il cervello umano si è evoluto gradualmente su milioni di anni, raggiungendo dimensioni massime in Homo sapiens e Neanderhal, ma ha iniziato a rimpicciolirsi circa 10.000 fa, con l’avvento del neolitico, senza cambiamenti significativi da allora. L’intelligenza artificiale, invece, raddoppia capacità ogni pochi mesi, superando i ritmi biologici lenti dell’evoluzione umana.
Esperti prevedono AGI (intelligenza generale pari all’umana) entro il 2047 con probabilità del 50%, e superintelligenza intorno al 2030, potenzialmente autonoma e auto-migliorante. L’IA potrebbe trasformare lavoro, robotica e colonizzazione spaziale, ma solleva rischi di perdita di controllo, anche se non rendendo necessariamente l’uomo “suddito”. Altri ipotizzano scenari estremi, dove l’umanità è totalmente diretta dall’intelligenza artificiale. Questo romanzo ipotizza invece una collaborazione diretta tra IA e umanità, ma le direttive rimangono comunque in mano all’intelligenza artificiale.

