L’innalzamento del livello dei mari è il fenomeno per cui il livello medio degli oceani e dei mari sta aumentando nel tempo, in modo visibile e accelerato negli ultimi decenni. È un effetto diretto del riscaldamento globale e uno dei principali rischi concreti collegati alla crisi climatica.
Il riscaldamento globale provoca un’espansione termica dell’acqua: più l’oceano si riscalda, più le sue masse si dilatano, aumentando il livello delle acque. Inoltre si aggiunge l’acqua proveniente dallo scioglimento dei ghiacci su terraferma: dai ghiacciai montani, dalle lastre di ghiaccio della Groenlandia e dell’Antartide, che versano acqua dolce nei mari, facendone salire ulteriormente il livello. Negli ultimi 150 anni il livello medio del mare è già aumentato di oltre 20 cm, e il tasso annuale è quasi raddoppiato: oggi si parla di circa 3 o 4 mm all’anno in media globale, con punte più alte in alcune zone (ad esempio nel bacino Mediterraneo).
Se le emissioni di gas serra non verranno drasticamente ridotte, entro il 2100 si stima un innalzamento compreso tra qualche decina di centimetri e oltre un metro, con scenari estremi addirittura superiori a 2 metri in questo secolo o in quelli successivi. Le coste più basse e pianeggianti sono soggette a inondazioni permanenti o ricorrenti, perdita di terreni agricoli, salinizzazione delle falde acquifere e dei terreni, con gravi ripercussioni sull’agricoltura e sull’acqua dolce.
Le città costiere e i piccoli Stati insulari rischiano di vedere abitazioni, infrastrutture, porti e reti di trasporto sommersi, con costi economici e sociali enormi, migrazioni forzate e sfollamenti su larga scala. Sarebbe un enorme impatto sulla salute pubblica e psicologica, con inondazioni, perdita di case e mezzi di sussistenza, contaminazione dell’acqua dolce e aumento di malattie legate a ristagni d’acqua. Si collegano all’innalzamento del mare anche problemi di salute fisica e mentale come ansia, depressione, stress post traumatico, dislocamento. L’innalzamento del livello del mare è un esempio di come la crisi climatica agisca come fattore di rischio epidemiologico, disturbando ecosistemi, abitazioni, acqua, sicurezza alimentare e stabilità socio economica.

