L’individualismo è una dottrina etico-politica, una filosofia o un atteggiamento sociale che privilegia l’autonomia, i diritti e i valori dell’individuo rispetto alla collettività, al gruppo o alla società, promuovendo indipendenza e resistenza a intralci esterni.
Rappresenta la priorità dell’individuo come unica realtà autonoma, opponendosi alla subordinazione dei fini personali a quelli collettivi; non implica necessariamente egoismo, ma autodeterminazione e sovranità personale. In sociologia, spiega i fenomeni sociali come somma di azioni individuali, riducendo il ruolo di entità collettive come nazioni o popoli.Nelle società occidentali, favorisce l’autorealizzazione e le decisioni autonome, ma genera frammentazione, minor solidarietà e allentamento dei legami familiari o comunitari, come nella transizione da gruppi estesi a single. Si contrappone al collettivismo, valorizzando benessere personale e indipendenza contro obblighi di gruppo.
L’individualismo nel contesto sociale indica un progressivo spostamento dall’organizzazione collettiva, tipica dei gruppi di cacciatori-raccoglitori basati su bande egualitarie e famiglie estese, verso unità più piccole e autonome, culminando nell’aumento di single e coppie instabili.
Nei gruppi di cacciatori-raccoglitori, le società erano organizzate in bande nomadi con divisioni di genere per caccia e raccolta, ma con forte cooperazione e territori condivisi; la transizione all’agricoltura ha portato a sedentarietà, accumulo di risorse e famiglie più ristrette per gestire la proprietà terriera. Questo ha disgregato le bande estese in famiglie nucleari, favorendo l’emancipazione dei giovani e riducendo il controllo patriarcale plurigenerazionale.
La famiglia plurigenerazionale, comune fino all’Ottocento con convivenze multi-livello (bisnonni, nonni, genitori, figli, nipoti), si è trasformata in nucleare (coppie con figli) grazie all’industrializzazione, urbanizzazione e Illuminismo, che hanno promosso uguaglianza interna e mobilità lavorativa. Oggi, la coppia è in crisi per instabilità coniugale, calo dei matrimoni e posticipo della genitorialità.
L’aumento dei single in Italia (oltre il 33% delle famiglie uni-personali) deriva da fattori economici come difficoltà d’accesso al lavoro per i giovani, costi elevati della vita e scarsa natalità, uniti a cambiamenti culturali, maggiore indipendenza femminile e welfare inadeguato. Questo trend riflette un benessere diffuso ma anche fragilità relazionali, con più persone che scelgono la solitudine volontaria.

