Il fatto che in nome di un qualche Dio si siano consumate atroci nefandezze ai danni dell’umanità evidenzia come la fede religiosa, manipolata per scopi di potere, abbia storicamente deviato il potenziale sociale umano verso una violenza sistematica.
Le religioni nascono spesso da istinti cooperativi, ossia la solidarietà tribale evoluta in etica condivisa, ma diventano il pretesto per una competizione distruttiva quando i leader le strumentalizzano. La plasticità neurologica umana, modellabile dall’educazione, si riempie di dogmi assoluti: “Dio lo vuole”, così si assolvono le colpe, trasformando l’empatia innata in fanatismo.
Ecco alcuni esempi di massacri in nome di un Dio: 1) le Crociate (1095-1291), con massacri ai 1 a 3 milioni di musulmani per “liberare” Gerusalemme, incluse stragi di Ebrei sul Reno. 2) Inquisizione (XII-XIX secolo), con torture e roghi di 50.000 “eretici”. 3) Colonialismo cristiano, con genocidi indigeni nelle Americhe (90% aztechi sterminati), giustificati da una presunta “salvezza eterna”. 4) Guerre di religione europee (XVI-XVII secolo), con 10 milioni di morti tra cattolici e protestanti. 5) Conquiste islamiche recenti, ISIS (2014-19) con 100.000 vittime. 6) Pogrom induisti anti musulmani in India. 7) Violenze estreme dei coloni ebrei in Cisgiordania.
Confronto con altre deviazioni:
| Giustificazione | Esempi di Nefandezze | Impatto Umanitario | Controesempi cooperativi |
|---|---|---|---|
| Religiosa (“Dio”) | Crociate, Inquisizione, jihād moderni | Genocidi settari, traumi generazionali | Sufismo tollerante, francescanesimo pacifico |
| Ideologica (Stato) | Nazismo, stalinismo, maoismo | 100 milioni di morti nel XX secolo | Welfare socialdemocratico |
| Mercantile | Colonialismo, schiavismo atlantico | 12 milioni di deportati africani | Cooperative mutualistiche |
Oggi i conflitti in Medio Oriente, in Africa subsahariana o le tensioni tra Stati Uniti e Cina rivitalizzano le “guerre sante”, aggravando l’esaurimento globale della società competitiva. Le crisi climatiche impongono una scelta: nefandezze divine perpetue (oggi anche il denaro, il sesso o lo status sociale sono diventati divinità) o un “mondo nuovo” empatico, senza maschera divina per il dominio dell’uomo sull’uomo. Il romanzo condanna questa deriva, evocando l’urgenza etica per una pace educativa.

