Un blackout prolungato in una metropoli moderna potrebbe scatenare non solo il collasso dei servizi essenziali, ma anche un caos sociale con la rapida disgregazione dell’ordine civile. Nel brano del romanzo si evidenzia un ritratto realistico e inquietante: la salute pubblica crolla per l’assenza di energia e dei trasporti e le proteste evolvono in saccheggi da parte dei gruppi emarginati. Riflette la fragilità delle società iper dipendenti dalla tecnologia e il ritorno a istinti primordiali in assenza di strutture statali.
In una città come Torino o Milano, un’interruzione totale e prolungata dei trasporti (auto ferme per mancanza di carburante, treni bloccati, aerei a terra) amplificherebbe il disastro del blackout descritto. Ecco uno scenario plausibile, basato su studi come il rapporto del Dipartimento di Sicurezza Nazionale USA (2017) sul blackout del Nordest o simulazioni FEMA: “Salute pubblica e mortalità: gli ospedali collasserebbero in poche ore. I generatori diesel durano 48-72 ore poi si esaurisce il carburante e non possono arrivare rifornimenti, i ventilatori e le dialisi si fermano. I trasporti medici sono impossibili: ambulanze ferme ed elicotteri a secco. I morti per malattie croniche (diabete, insufficienza cardiaca) balzerebbero del 20-50% nei primi giorni, con i cadaveri insepolti per impossibilità di trasporto, che favorirebbero epidemie di colera o infezioni da decomposizione.
Ad esempio, durante l’uragano Katrina (2005), New Orleans vide 1.800 morti in parte per i mancati evacui e in parte per il collasso della catena alimentare e dei rifornimenti. I supermercati si sono svuotati in 3 giorni (inventari per 72 ore al massimo). Senza camion per il trasporto il cibo deperibile marciva, l’acqua potabile era razionata perché le pompe elettriche erano ferme. Fame di massa in una settimana, con rivolte popolari per reperire generi di prima necessità. I poliziotti e i pompieri erano isolati senza veicoli. Le proteste spontanee dilagavano, come è stato nei blackout di New York nel 1977, con 1.600 arresti per saccheggi. Il blackout in India nel 2012 ha interessato circa 600 milioni di persone e ha dimostrato quanto la dipendenza tecnologica può accelerare il crollo.
Con le condizioni descritte nel romanzo si arriverebbe presto a una guerra urbana con bande opportuniste, come i “diseredati” descritti nel brano, che saccheggerebbero i quartieri periferici prima, i centri poi. Le forze dell’ordine sarebbero sopraffatte dal numero dei rivoltosi. Le banche digitali sarebbero inaccessibili (non funzionanti ATM e POS), causando il caos finanziario. I rifiuti non raccolti causerebbero un inquinamento diffuso e i fiumi e i canali sarebbero presto intasati da detriti organici e non organici.
In 7-10 giorni, senza intervento nazionale (esercito con convogli a piedi o droni),il 10-30% della popolazione potrebbe morire o fuggire, con città ridotte a zone di guerra.

