I cacciatori-raccoglitori non erano “tutti sani” in senso assoluto, ma godevano di una salute superiore rispetto alle società moderne o agricole grazie a dieta equilibrata, attività fisica costante e assenza di malattie croniche da sedentarietà.
La loro alimentazione, ricca di frutta, verdura selvatica, carne magra, pesce e fibre, era povera di grassi saturi, sodio, zuccheri raffinati e carboidrati amidacei, prevenendo obesità, diabete, ipertensione e colesterolo alto, assenti in questi gruppi. Lo stile di vita attivo (caccia, raccolta, movimento quotidiano 4-6 ore) manteneva massa muscolare, fitness cardiovascolare e assenza di stitichezza o deficit attentivi legati a sedentarietà. Bassa densità demografica riduceva epidemie infettive, mentre risorse spontanee preservavano biodiversità nutrizionale con antiossidanti e omega-3. La bassa assunzione di sale li proteggeva dalle malattie cardiovascolari.
Tuttavia gli ultimi gruppi di raccoglitori esistenti abitano ormai nelle zone più impervie e pericolose del pianeta e devono fare i conti con parassitosi, traumi da caccia, malnutrizione stagionale e mortalità infantile elevata, con aspettativa di vita media piuttosto bassa.
Le prove scientifiche che supportano una salute relativamente superiore dei cacciatori-raccoglitori rispetto alle popolazioni agricole o moderne derivano principalmente da studi antropologici su resti scheletrici, analisi dentarie e osservazioni etnografiche su gruppi contemporanei come Hadza e !Kung. Analisi di scheletri pre-neolitici mostrano bassa incidenza di carie (1-5% vs 20-30% neolitici), ascessi e malnutrizione da monocolture amidacee, con statura media più alta (uomini 170-175 cm vs 160-165 cm post-agricoltura) e minor osteoporosi da attività fisica costante. Esami del tartaro dentale confermano diete ricche di fibre vegetali e proteine magre, riducendo placche e infiammazioni sistemiche.
Gruppi attuali come Hadza (Tanzania) hanno un indice di massa corporea ideale (20-22), zero obesità/diabete/ipertensione, colesterolo basso e fitness cardiovascolare superiore grazie a 10-15 km/giorno di cammino e dieta non processata; mortalità infantile piuttosto alta ma longevità sana oltre 60 anni senza malattie croniche. Studi longitudinali (es. Pontzer 2012) hanno misurato una spesa energetica giornaliera equivalente a quella di occidentali sedentari, ma con composizione corporea ottimale.

