La sorveglianza notturna nel territorio della comunità è necessaria principalmente per prevenire danni causati da animali selvatici, non da furti, in quanto sia nel territorio sia nella struttura polifunzionali che nelle strutture produttive non si trovano né denaro, né ne oro, né preziosi. Gli strumenti elettronici sono predisposti per funzionare solo nel territorio e diventano automaticamente inibiti al di fuori di esso.
Poichè il lavoro notturno nella comunità è considerato deleterio per la salute, non ci sono operatori notturni fissi, ma la sorveglianza è affidata a turnazione a squadre di volontari. I turni di sorveglianza notturna sono brevi, non più di 2-3 ore ciascuno, per ridurre la fatica e garantire che nessuno sia sottoposto a un impegno eccessivo. A questo incarico è chiamata tutta la comunità idonea, affinché il peso sia distribuito il più possibile.
Per questo lavoro saranno necessarie brevi sessioni formative ai volontari per riconoscere i segnali di rischio, la come presenza di animali, rotture di recinzioni, malfunzionamenti dei dispositivi elettrificati… e saper intervenire in modo sicuro e coordinato. La sorveglianza è comunque coadiuvata da sistemi audiovisivi e di allarmi acustici e luminosi attivati automaticamente da sensori di movimento o presenza animale, per ridurre la necessità di intervento continuo. I volontari possono monitorare i confini e l’interno del territorio dalla sala base interna alla struttura polifunzionale, dove ci sono tutte le strumentazioni. Solo in caso di necessità ci saranno interventi diretti.
Questo modello di sorveglianza notturna volontaria e distribuita favorisce la sicurezza del territorio senza creare pesi eccessivi o rigidità sociali, mantenendo saldo lo spirito comunitario e il rispetto per la natura circostante.

