Le formiche allevatrici di afidi instaurano una simbiosi mutualistica con questi insetti parassiti delle piante, spesso paragonata a un rapporto “pastore-mucca”.
Le formiche proteggono gli afidi da predatori come coccinelle e parassitoidi, trasportandoli sulle parti tenere delle piante per massimizzare la produzione di melata, un liquido zuccherino ricco di carboidrati che gli afidi espellono dopo aver succhiato la linfa vegetale. In cambio, “mungono” gli afidi accarezzandoli con le antenne per stimolare la secrezione, portandoli persino al sicuro nel nido durante l’inverno o le migrazioni della colonia.
Alcune specie, come Lasius japonicus, gestiscono attivamente le popolazioni di afidi, preferendo forme verdi per il loro miele più dolce e mantenendo un equilibrio (ad esempio il 65% verdi, il 35% rossi) per ottimizzare le risorse e la longevità della “mandria”. Possono anche consumare afidi in caso di infezioni fungine nelle larve, usandoli come fonte medicinale.
Questa alleanza favorisce la diffusione di afidi e virus vegetali, complicando il controllo biologico in agricoltura, ma evidenzia l’incredibile intelligenza sociale delle formiche.

