I filtri elettrostatici sono dispositivi di depurazione dell’aria che utilizzano un campo elettrico per caricare le particelle inquinanti (polveri, fumi, agenti organici e inorganici) e separarle dal flusso d’aria tramite l’attrazione verso piastre con cariche elettriche opposte. Questo processo permette di rimuovere efficacemente polveri sottili, particelle ultrafini, microrganismi e in alcuni casi anche gas come quelli contenenti CO2, migliorando la qualità dell’aria e riducendo emissioni nocive. Sfruttano la precipitazione elettrostatica delle particelle contaminanti nell’aria. Le particelle, ionizzate da un forte campo elettrico, vengono catturate su piastra caricate elettricamente e poi rimosse tramite semplice vibrazione e lavaggio. Non richiedono sostituzione di materiali filtranti, garantiscono bassa manutenzione e lunga durata.
Poichè all’interno delle federazioni deve esserci un impatto ecologico “zero”, anche l’aria inquinata, come gli inquinanti solidi e liquidi, deve essere neutralizzata in modo totale, in modo che dal territorio esca aria pulita. Questi filtri si renderanno necessari per abbattere inquinanti e polveri sottili potenzialmente dannosi per la salute respiratoria, quando a una una federazione vengono richieste dall’organizzazione internazionale un lavoro che comporta quei tipi di inquinanti. Se in casi particolari il fotovoltaico fosse insufficiente al riscaldamento della struttura polifunzionale, è necessario installarli per ridurre le emissioni di CO2 e altri composti volatili, dove si utilizzano a questo proposito gas prodotti da biomasse, contribuendo alla tutela ambientale.
I filtri elettrostatici si rendono necessari anche per purificare l’aria in ambienti sanitari, come nel romanzo è il caso del centro oftalmico o di qualche centro sanitario specializzato in qualche altra federazione. In altri casi si rendono necessari per proteggere delicate apparecchiature da deleteri depositi di polvere.

