L’evoluzione dell’informazione umana parte ancora prima che da meccanismi biologici semplici fino a sistemi artificiali complessi come l’IA, passando per la comunicazione sociale e i media digitali.
Nei quark e nelle particelle subatomiche, l’informazione è codificata in stati quantistici (spin, carica), ma emerge come “informazione biologica” nelle prime cellule procariote (~3.5 miliardi anni fa): con DNA/RNA come codice genetico (quark → atomi → molecole → basi azotate A-T-C-G), per trasmettere istruzioni metaboliche. Nelle cellule eucariote, i nucleotidi formano geni per proteine funzionali.
Nei cacciatori-raccoglitori di 200.000, o più anni fa, l’informazione evolve in segnali, vocalizzi e gesti per coordinare la caccia. Homo sapiens sviluppa un linguaggio moderno à 70.000 anni fa, con la conservazione orale e con simboli rupestri della mitologia, comprimendo conoscenze collettive senza supporti fisici.
Circa 5.000 anni avanti Cristo, Sumeri ed Egizi inventarono caratteri cuneiformi e geroglifici. Gli scribi registravano tasse e approvvigionamenti su tavolette. L’alfabeto fenicio apparve circa 3000 anni fa, riducendo la complessità della scrittura. La stampa di Gutenberg (1440) democratizza l’informazione scritta. Arriva poi l’era elettrica e digitale, con il telegrafo (1837, Morse) e il telefono (1876, Bell) trasmettondo segnali binari analogici; i transistor (1947) e i microchip (1958) abilitano la formazione dei computer. Internet (1969 ARPANET) crea reti globali; WWW (1991, Berners-Lee) ipercollega ipertesti in tutto il mondo.
Si apre quindi l’era dell’intelligenza artificiale. Nel1950: Test Turing; 1956: Dartmouth, con la nascita dell’ IA. Negli anni ’80 nascono sistemi esperti; nel 2010 nascono GPU e big data, con reti neurali artificilai e miliardi di parametri. Nel 2022-2025 nascono modelli di intelligenza artificiale generativa, con produzione di testo, immagini e video da dati statistici, simulando il pensiero umano, pun senza avere una “coscienza”.
La meccanica quantistica rivoluziona il concetto di informazione con il qubit, non binario, ma in sovrapposizione di stati, codificando più informazione attraverso un parallelismo intrinseco, superando il bit classico senza duplicazione, ossia non più bianco o nero, ma con infinite sfumature di grigio.

