Questo brano introduce il ruolo cruciale degli anziani, evidenziando un equilibrio sofisticato tra transizione individuale e sostenibilità dei gruppi esterni.
La nomina a “anziano” certifica l’idoneità per le federazioni autosufficienti, ma non implica un ingresso immediato: un afflusso repentino lascerebbe i gruppi esterni privi di guida. Molti anziani restano temporaneamente, formando dei successori o spostandosi in altri gruppi, coadiuvati talvolta da figure interne alle federazioni.
E’ un equilibrio sistemico che riflette un’antropologia organizzativa avanzata: la rotazione differita previene i vuoti di leadership, mantenendo la vitalità dei gruppi esterni. Paradossalmente è una transizione gerarchica non gerarchica, in quanto gli anziani fungono da “direzione” informale senza potere centralizzato, preparando la condivisione totale. Evoca il ruolo degli anziani nel consiglio nei gruppi di cacciatori raccoglitori, emulato in eco-comunità moderne che cercano di allinearsi a sistemi sociali sostenibili.
Gli anziani nominati nei gruppi esterni saranno anche gli anziani nei gruppi sociali delle federazioni.

