I gruppi sociali dei cacciatori-raccoglitori umani, sono stati dominanti per oltre 200.000 anni fino al Neolitico, circa 10.000 anni fa. Erano gruppi numericamente piccoli da 20 a 80 persone, raramente e in condizioni particolari superavano i 100 individui, spesso erano famiglie multiple. Erano nomadi nel loro esteso territorio di sopravvivenza ed erano gualitari, con parità di diriritti tra i sessi e senza asfissianti gerarchie. Davano una forte enfasi alla cooperazione per la caccia, la raccolta e la condivisione equa delle risorse.
Queste società promuovevano attivamente l’uguaglianza attraverso norme contro il dominio individuale, giochi ludici e ridicolizzazione dei presuntuosi, evitando accumulo di beni per favorire la mobilità. La divisione del lavoro era spesso per genere, ossia uomini maggiormente dedicati alla caccia, e donne maggiormente dedicate alla raccolta di vegetazione spontanea, anche se non esisteva una ferrea divisione di questi compiti. L’interdipendenza sociale era totale, con rituali per spartire cibo e rafforzare le relazioni diplomatiche con altri gruppi, spesso imaparentati. I confini dei territori erano piuttosto fluidi ma non era raro che piccole scaramucce generasseri in vere e proprie guerre tra gruppi, a volte anche con quelli di lingua e cultura identica.
La Rivoluzione Neolitica introdusse agricoltura e sedentarietà, portando a gruppi più grandi, gerarchie e accumulo di surplus, che erosero l’egualitarismo per esigenze di gestione risorse. Oggi, i pochi cacciatori-raccoglitori superstiti (0,0004% popolazione mondiale) sono influenzati da società moderne, spesso contro la loro volontà, col risulatato che perdono le loro tradizioni pure.
Confronto tra raccoglitori e modernità:
| Aspetto | Cacciatori-Raccoglitori | Società Moderne |
|---|---|---|
| Dimensione Gruppi | Piccoli, meno di cento, famiglie che collaborano | Milioni, nazioni/aziende |
| Struttura | Egualitaria, fluida | Gerarchica, stratificata |
| Risorse | Condivisione immediata, no accumulo | Accumulo, disuguaglianze |
| Mobilità | Nomade, adattiva | Sedentaria, globalizzata |
La transizione al Neolitico, nota come Rivoluzione Neolitica intorno all’8000-10.000 a.C., fu guidata da cambiamenti climatici post-glaciazione, che favorirono l’aumento di popolazione e il progressivo esaurimento o riduzione drastica di piante, animali e altre risorse naturali non coltivate, causata dal sovrasfruttamento umano che superò la capacità di rigenerazione naturale degli ecosistemi, rendendo insostenibile lo stile di vita nomade basata sulla caccia e la raccolta di vegetazione spontanea.
Incentivare l’ambiente a dare di più è stata una costrizione e non una scelta spontanea. Si dice spesso che l’uomo neolitico abbia inventato l’agricoltura e l’allevamento, ma questo non è affatto vero. Tutti i cacciatori raccoglitori conoscono bene i meccanismi dell’agricoltura e dell’allevamento, ma non ne hanno mai fatto un uso intensivo perché li ritengono dispendiosi in rapporto alla caccia e raccolta. Perché fare la fatica di allevare un animale, di fargli un rifugio e poi proteggerlo dai predatori, quando è più semplice fare allevare dalla natura l’animale per poi cacciarlo? Loro allevano animali, ma solo da compagnias, che mai si sognerebbere di utilizzarli come cibo. I raccoglitori sporadicamente coltivano piccoli orticelli temporanei, ma perché fare la fatica di dissodare la terra, seminare, recintare e sorvegliare dei campi, quando ciò che ti serve te lo mette a disposizione la natura spontaneamente? In pratica i cacciatori raccoglitori non avrebbero mai abbandonato il loro stile di vita se non fossero stati costretti.

