Una biostampante 3D è una tecnologia avanzata che utilizza stampanti tridimensionali per creare strutture biologiche imitando tessuti umani. Funziona depositando strato per strato un “bioinchiostro” composto da cellule viventi e materiali biocompatibili, seguendo modelli digitali progettati al computer. La biostampa 3D permette di organizzare le cellule in strutture tridimensionali complesse, replicando architetture e funzioni dei tessuti naturali con precisione.
Nel futuro, questa tecnologia ha il potenziale di ricostruire parti intere o addirittura organi umani interi. Attualmente si stanno già facendo progressi per creare tessuti funzionali come pelle, ossa e altri organi (l’occhio, nel caso della federazione del romanzo), aprendo la strada a soluzioni rivoluzionarie per trapianti senza bisogno di donatori umani. La biostampa 3D potrebbe quindi cambiare radicalmente la medicina rigenerativa, permettendo la produzione su misura e personalizzata di organi e tessuti per la terapia di malattie e lesioni gravi.
Sarà possibile la creazione di una rete vascolare funzionale: gli organi necessitano di una complessa rete di vasi sanguigni per trasportare ossigeno e nutrienti. Stampare questa rete capillare e arteriosa è estremamente difficile ma indispensabile per la sopravvivenza e la funzionalità dei tessuti. Soprattutto sarà più complicato collegare i neuroni necessari al funzionamento degli organi, ma, con il progresso esponenziale dell’intelligenza artificiale, ci sono molte probabilità che questo possa realizzarsi.
I trapianti di tessuti e di organi ottenuti in laboratorio con la coltivazione cellulare, offrono molti vantaggi, poiché utilizzando cellule staminali del paziente, per ottenere biocompatibilità, non c’è risposta immunitaria e rischio di rigetto. Un’altro vantaggio si possono evitare lunghe liste d’attesa per avere un organo con una buona compatibilità. Si potrà fare a meno di medicinali immunosoppressivi e, anche dal punto di vista etico, senza estrarre un organo da un cadavere.

