Il brano descrive che in futuro ci sarà una periferia del mondo distopica dove dei contadini arcaici, che usano ancora aratri trainati da buoi, coesisteranno con colonie umane stabili su Marte, mentre delle baraccopoli effimere pullulano ai margini di metropoli caotiche, che alimentano illegalità ed epidemie igieniche.
Oggi, le baraccopoli (o bidonville o slums) sono realtà diffuse anche in Europa e in Italia, spesso ai bordi di centri urbani esplosi senza piano regolatore. In Italia, Borgo Mezzanone (Foggia) è la più grande d’Europa: da 3 a 4mila braccianti immigrati vivono in baracche senza acqua ed elettricità. Queste vengono demolite e ricostruite ciclicamente nonostante gli interventi governativi (ad esempio le “ruspe di Salvini” nel 2019). A Roma, ci sono 340 insediamenti (125 nel centro storico, Prati e Vaticano ); Napoli ne ha 19 con 3.290 rom in emergenza abitativa. Condizioni che generano illegalità (caporalato, spaccio di droga), epidemie (ad esempio tubercolosi) e sovraffollamento. Globalmente circa 1 miliardo di vivono in baraccopoli, raddoppiate negli ultimi 15 anni.
Nel futuro (2040-2050), con un’urbanizzazione all’80% in Europa e megalopoli da più di 20 milioni di abitanti (Cina, India, Brasile), le baraccopoli diventeranno iper dinamiche: effimere, a causa di continue demolizioni con ruspe con guida IA autonoma, ma resilienti per continui flussi migratori in conseguenza di disoccupazione prodotta dall’automazione. Questi scenari coesisteranno con la conquista dello spazio, con basi sulla Luna e su Marte, ma saranno amplificati dall’evoluzione dell’IA, che che scarterà gruppi di persone che saranno diventati solo dei “costi”, non solo disoccupati ma anche anziani e disabili. Le conseguenze immediate saranno illegalità organizzata e pandemie resistenti. Le previsioni ONU: gli slums raddoppieranno nei paesi in via di sviluppo, mentre l’ Europa sarà polarizzata in città con un modello urbanistico sostenibile applicato selettivamente alle zone centrali o residenziali ad alto reddito, dove tutti i servizi essenziali, come scuole, negozi, ospedali, parchi, lavoro sono raggiungibili in 15 minuti a piedi o in bici, e per contrasto, periferie che sono terre di nessuno dove spadroneggiano bande criminali rivali.
Il “cittadino medio” limiterà le sue uscite per sicurezza o per paura di essere contagiato da malattie trasmissibili, barricandosi nei propri appartamenti. I disadattati senzatetto e senza servizi formeranno delle economie informali al soldo di élite rispettate perché temibili. Senza una qualche redistribuzione , il PIL crescerà ma saliranno anche le bidonville. Il paradosso sarà che mentre esisteranno ancora gruppi di cacciatori raccoglitori incontattati ci saranno missioni spaziali per esplorare le stelle.

