L’assenza di una gerarchia prevaricante indica una situazione in cui non esiste un ordine di comando fondato sul dominio o sulla sopraffazione, ma piuttosto rapporti più orizzontali e cooperativi. In termini semplici, vuol dire che nessuno ha un potere tale da imporsi sugli altri in modo arbitrario o violento.
L’espressione non implica necessariamente che non esista alcuna forma di organizzazione o di coordinamento. Significa più precisamente che la gerarchia, se presente, non è concepita come prevaricante, cioè non serve a schiacciare, escludere o subordinare sistematicamente gli altri. Si riferisce a contesti sociali o educativi che puntano sulla partecipazione, sulla pari dignità e sulla decisione condivisa.
Per rendere chiaro il concetto si può citare ciò che disse Gesù di Nazareth in Matteo 20:25-27: “Voi sapete che i prìncipi delle nazioni le signoreggiano e che i grandi esercitano autorità su di esse. Ma non dovrà essere così tra di voi: anzi, chiunque vorrà essere grande tra di voi, sarà vostro servitore; e chiunque tra di voi vorrà essere primo, sarà vostro servo”. Questo modo di intendere ribalta completamente la struttura sociale dell’attuale sistema di competizione, che si regge su una consolidata e prevaricante gerarchia per mezzo del potere del denaro.
Infatti, tra i cacciatori raccoglitori, colui che era più fortunato nella caccia condivideva di buon grado la carne con altri membri del gruppo, oppure veniva condiviso ciò che alcune donne erano riuscite a raccogliere, senza necessità di regole o ordini “superiori”.

