Ritornare esattamente all’armonia tra umani e natura tipica dei cacciatori-raccoglitori è impraticabile per una popolazione globale attuale di circa 8,3 miliardi (tanto più per il picco previsto di 9,5 miliardi), perché non sarebbe possibile alimentare tale popolazione con la semplice caccia di selvaggina e la raccolta di vegetazione spontanea. Tuttavia è possibile avvicinarsi attraverso modelli ibridi che emulano i loro principi di sostenibilità, uguaglianza e basso impatto ecologico, pur utilizzando tecnologia complessa. Le società di raccoglitori mantenevano l’equilibrio demografico in base alle risorse del proprio territorio, di solito meno di cento individui per gruppo, spostandosi per far rigenerare le risorse consumate, condividendo tutto senza accumulo e coltivando un’etica ludica contro la dominazione. Questo romanzo descrive appunto la fattibilità di una vita in armonia con la natura, anche se altamente tecnologica.
Forse più che ridurre la popolazione mondiale sarebbe opportuno poterla distribuire, ma il concentramento urbano è favorito dalla competizione economica. La soluzione ideale sarebbe appunto delimitare territori di autosufficienza alimentare ed energetica con popolazione adeguata alle risorse disponibili. Non sarà certo il sistema competitivo che si indirizzerà in tal senso, perchè andrebbe contro la logica del profitto di pochi a danno di molti, ossia il perno economico del sistema stesso. Queste entità territoriali autosufficienti, in grado di collaborare tra loro per produrre la tecnologia necessaria al loro funzionamento, dovranno perciò essere costruite ex novo, senza cercare di riformare un sistema che va avanti per inerzia e sordo ai danni ambientali e sociali che sta producendo.
Sarà necessario, in queste entità territoriali, socialmente strutturate in federazioni di gruppi sociali, ispirarsi ai cacciatori-raccoglitori, promuovendo come loro una genitorialità indulgente, per instillare la cooperazione innata, riducendo l’avidità competitiva. Utilizzare esclusivamente energia solare e tecnologia verde per avere un impatto ecologico zero. L’armonia non è regresso, ma evoluzione sistemica. Integrare l’economia di condivisione in comunità moderne è fattibile attraverso piattaforme digitali con governance cooperativa, emulando la condivisione totale dei cacciatori raccoglitori, senza alcun tipo di accumulo.
I raccoglitori promuovevano l’uguaglianza attraverso pratiche sociali attive e strutturali che impedivano accumuli di potere o risorse, basate su condivisione totale, consenso e “dominio inverso” per contrastare gerarchie emergenti. Ogni membro aveva eguale diritto al cibo indipendentemente dalle proprie capacità, con beni materiali condivisi e decisioni collettive prese per consenso, senza capi o padroni. Il “dominio inverso” era la ridicolizzazione e l’ostracismo verso chi tentava di dominare o vantarsi, mantenendo così un’uguaglianza attiva. Le disuguaglianze minime derivavano solo da età, sesso o abilità temporanee, non erano ereditarie e rendevano queste società un modello di equità sistemica.

