In una comunità autosufficiente e di totale condivisione economica senza proprietà privata né classi sociali, con una popolazione di circa 1800 persone, l’accudimento dei bambini rappresenta una priorità fondamentale per garantire un ambiente di crescita sano, equilibrato e socialmente integrato. L’accudimento non è lasciato solo alle famiglie biologiche ma è una responsabilità condivisa da tutta la comunità.
Ogni adulto e persona maggiorenne può avere un ruolo attivo come educatore, tutore, o mentore, favorendo il senso di appartenenza e tutela collettiva. Ovviamente devono esserci degli spazi dedicati e attrezzati allo scopo, quindi ambienti sicuri ambienti sicuri, stimolanti e multifunzionali per la cura, il gioco, l’apprendimento e la socializzazione dei bambini, integrando la natura, la cultura e l’educazione pratica. Durante il giorno sono organizzati turni a rotazione di gruppi di cura tra i membri adulti della comunità, con un coordinamento da parte di personale specializzato. Questo permette il coinvolgimento dei bambini e promuove la loro autonomia con attività adeguate all’età e l’inclusione nelle attività comunitarie, per sviluppare capacità sociali, pratiche e cognitive. Consente anche un’educazione integrata tra quella formale, ossia scolastica con quella informale, basata sul vivere e lavorare insieme, favorendo una crescita olistica e armonica. Lo scopo è infatti l’inclusività e l’assenza di disparità, la garanzia di diritti individuali e collettivi, la promozione dello sviluppo emotivo, relazionale e cognitivo.
Ci saranno dei comitati di partecipazione comunitaria, ossia organi partecipativi che coinvolgano bambini, genitori e adulti per prendere decisioni relative a educazione, cura e benessere infantile, rafforzando il senso democratico e coinvolgimento responsabile. Di fondamentale importanza saranno spazi dedicati all’esplorazione creativa, scientifica e manuale, fondamentali per lo sviluppo cognitivo e la socialità, per la buona integrazione nello spirito comunitario. In pratica si tratta di dare ai bambini ciò che invece viene negato con la logica esclusiva della famiglia nucleare, che spinge all’adattamento al sistema competitivo.

