Nel contesto comunitario ogni spazio individuale consiste in una camera di 15 o 16 metri quadrati più il bagno personale di 4 o 5 metri quadrati. Camera e servizi igienici personali preservano l’intimità. I servizi come cucina, lavanderia, sala mensa, pulizie sono in comune e lo spazio individuale va calcolato dividendo tutti gli spazi comunitari diviso il numero di componenti. La sala mensa per 90 persone occuperebbe all’incirca 70 metri quadrati; la cucina comune ne occuperebbe all’incirca 30; la lavanderia grosso modo 50; deposito atrezzi per pulizie e piccoli strumenti altri 80, per un totale di 230 metri quadrati che divisi per novanta circa componenti sono meno di tre metri quadrati a testa, che sommati ai precedenti sono al massimo 25 metri quadrati per persona.
Nel sistema competitivo tradizionale italiano, un individuo in un appartamento medio richiede una camera da letto (minimo 12 mq), bagno privato (minimo 4 mq), cucina abitabile (minimo 12 mq), soggiorno/pranzo (minimo 16 mq), sgabuzzino/cantina/garage (circa 24 mq). In totale farebbe minimo 68 metri quadrati. Questa comunque sarebbe la situazione se l’individuo nel sistema competitivo vivesse da solo. Se in quell’appartamento ci vivesse una coppia lo spazio individuale sarebbe dimezzato (minimo 34 mq), ma ci sarebbero i servizi igienici e le camere da condividere, quindi facendo i “parenti stretti”.
Oltre che occupare meno spazio per individuo, il sistema di condivisione ha costi nettamente inferiori, pur garantendo una qualità di servizi alquanto migliori e meno dispendiosi di energia. La struttura polifunzionale consente inoltre scarsi spostamenti per sopperire ai bisogni fondamentali come alimentazione, medicina preventiva, istruzione… mentre l’individuo, non deve fare la spesa, non deve cucinare, non deve lavare, non deve recarsi in un ufficio pubblico…

