Nelle federazioni si può valorizzare il gioco dei piccoli come simulazione di lavoro comunitario. Essi devono sentirsi integrati nella comunità, per esserne in futuro protagonisti, quindi per loro non deve esserci la sensazione una demarcazione tra lavoro e gioco, anche se il loro lavoro/gioco è comunque assistito da adulti. Si deve proseguire anche con attività educative che sviluppino consapevolezza sui bisogni e le dinamiche della comunità, promuovendo l’apprendimento pratico e collaborativo tra generazioni per trasmettere conoscenze e competenze in modo spontaneo. Si cerca di mantenere un approccio flessibile e adattativo, sperimentando soluzioni e miglioramenti sulla base del feedback della comunità e delle mutate esigenze, utilizzando strumenti di governance partecipativa senza gerarchie per garantire trasparenza e inclusività. Questi elementi aiutano a creare un ambiente solidale, dinamico e sostenibile, in cui la collaborazione è naturale e motivata da valori condivisi e rispetto reciproco più che da premi materiali o obblighi rigidi. In questo modo si facilita l’inserimento progressivo al lavoro, come nel romanzo lo è per la ragazzina Denise.
Nel modello comunitario delle federzioni in non esiste la pensione come nel sistema di mercato, ma ogni persona in età pensionabile può continuare a contribuire secondo le proprie energie e volontà. Questo permette di mantenere l’utilità e la dignità degli anziani e di chi ha capacità residue, favorendo un senso di scopo e integrazione sociale. La stima da parte dei membri della comunità nasce dal contributo reale e non da riconoscimenti economici o materiali, promuovendo un valore intrinseco dell’aiuto reciproco. La libertà di partecipare secondo le proprie energie garantisce equilibrio tra bisogno individuale e collettivo senza forzature.
In comunità autosufficienti reali o modelli di cohousing e ecovillaggi, questa dinamica è già testata con successo, dove non esiste distinzione rigida tra età lavorativa e pensionamento tradizionale. La sostenibilità sociale si basa sull’adattamento continuo e sul rispetto dei ritmi personali. Nelle comunità di gruppi sociali c’è comunque il supporto per chi, per motivi di salute o forza fisica, non può più contribuire attivamente, assicurando assistenza e inclusione, mantenendo canali di partecipazione sociale e decisionale per tutti, anche per chi collabora con minore intensità.
Il rispetto e il riconoscimento non viene promosso con premi materiali, ma tramite riconoscimenti simbolici, ruoli sociali di valore, e momenti di celebrazione comunitaria.

