L’oasi autosufficiente della comunità citata nel romanzo è libera dal caos metropolitano, in quanto è lontana da grossi centri urbani, ma vive un contesto esattamente opposto a quello delle grandi città. I piccoli centri limitrofi alla federazione di gruppi sociali si stanno spopolando, svuotati dall’emigrazione verso le megalopoli, dove avviene l’accentramento logistico economico dei servizi.
Nelle piccole cittadine, la popolazione fugge verso i grossi centri urbani, lasciando case, appartamenti e palazzi vuoti. Qui le persone circolano liberamente, senza tema di essere aggredite, ma l’ottimizzazione tra costi e guadagni ha causato lo spostamento di ospedali, scuole, uffici, lavoro, servizi, intrattenimento… verso le grandi città, prosciugando inevitabilmente quei territori anche di popolazione.
Il trend attuale reale in Italia dimostra che le aree interne (montagne, campagne) perdono circa 13 milioni di abitanti; l’80% dei comuni sotto i 5.000 abitanti rischia una diminuzione di popolazione del 25% entro il 2043 (PSNAI), nel Mezzogiorno addirittura una calo del 93% in alcuni casi.
Le cause possono essere attribuite al calo delle nascite (un calo del 36%), all’invecchiamento, alla fuga dei giovani per lavoro. Soprattutto la mancanza di ospedali, di ambulatori, di scuole, di servizi, stanno spopolando i borghi. Con il PNRR si è tentato un rilancio con investimenti di un miliardo di euro, ma sta fallendo contro un’urbanizzazione inevitabile.
Entro il 2040, megalopoli come Roma, Milano, Napoli, Torino, assorbiranno tutto efficientati dalla IA. Con i servizi pubblici e privati accentrati in “città 15-minuti élitarie”, i piccoli centri diventeranno fantasmi. Comunità autosufficienti come quella del romanzo, energeticamente e alimentarmente indipendenti, prolifereranno e funzioneranno come valvola di sfogo per molti esclusi, collaborando col sistema stesso pur evitando l’assorbimento in un mondo metropolitano polarizzato. La ricerca di crescita del PIL premia la concentrazione, erodendo le province rurali, ma lascia spazi alla costruzione di federazioni di gruppi sociali.

