Alcuni esempi che potrebbero stimolare discussioni su questo progetto comunitario
*1) Nel contesto comunitario di circa 1800 persone, descritto nel romanzo, c’è la totale condivisione dei beni, senza proprietà privata, senza classi sociali, senza gerarchie prevaricanti, senza uso di denaro.
*2) La popolazione è concentrata in un’unica struttura abitativa e polifunzionale altamente tecnologica, costruita con criteri antisismici, antincendio e insonorizzata per garantire la privacy.
*3) La comunità è una federazione di gruppi sociali, dove ogni gruppo, meno di un centinaio di persone, gestisce un intero piano della struttura polifunzionale, avendo servizi comuni di gruppo come mensa, cucina, lavanderia e pulizie collettive.
*4) La comunità gestisce un proprio territorio per la programmazione delle risorse alimentari, nelle quali è praticamente autosufficiente. Nella comunità saranno presenti un agronomo e un nutrizionista.
*5) L’autosufficienza energetica è data dal fatto che la struttura abitativa e polifunzionale è praticamente foderata da pannelli fotovoltaici e materiale fotoelettrico. L’energia in eccesso sarà utilizzata per scindere dall’acqua l’ossigeno (per scopi sanitari e industriali) e l’idrogeno (per il funzionamento eventuale di gruppi elettrogeni).
*6) Con l’autosufficienza energetica locale non sarebbero più necessarie le centrali elettriche, i cavi per il trasporto dell’energia, le cabine di trasformazione dell’alta tensione…Verrebbero recuperate migliaia di tonnellate di rame dai cavi elettrici e acciaio dai tralicci dell’alta tensione, abbattendo drasticamente la necessità di nuove miniere.
*7) All’interno della struttura polifunzionale sono garantiti i servizi primari come istruzione, medicina preventiva, artigiani per la manutenzione della struttura, dei macchinari, del verde e per la confezione di abiti, calzature e mobili personalizzati.
*8) La tecnologia necessaria al funzionamento della comunità è inizialmente in parte acquistata da aziende private esterne, ma progressivamente verrebbe prodotta all’interno delle varie comunità autosufficienti, che collaborerebbero strettamente tra loro, coordinate dall’organizzazione internazionale a cui fanno riferimento.
*9) Non saranno più necessarie le auto private, ma per ogni federazione di gruppi sociali sarebbero sufficienti solo tre o quattro automobili di rappresentanza e un autobus per trasporti collettivi, con relativo risparmio di risorse ed energia e abbattimento del relativo inquinamento.
*10) Con un’unica struttura abitativa e polifunzionale non sarebbero più necessarie case famigliari o palazzi condominiali. Sarebbero perciò inutili le strade tra le case, con relativa illuminazione, asfaltatura, fognature, gasdotti, elettrodotti…
*11) Un solo piccolo depuratore sotterraneo biologico (in quanto all’interno del territorio comunitario non si farà uso di prodotti non biodegradabili) ai piedi della struttura sarebbe sufficiente a trattare i liquami biologici prodotti.
*12) I prodotti alimentari sarebbero consumati freschi appena raccolti o macellati. Non si userebbero pesticidi, erbicidi, anticrittogamici, fertilizzanti sintetici… per la produzione e nemmeno sostanze chimiche come conservanti, coloranti, brillantanti, aromatizzanti, dolcificanti… che potrebbero nuocere alla salute
*13) La prevenzione sanitaria sarebbe garantita dal fatto che ogni individuo avrà a disposizione strumenti semplici ma efficaci per il rilievo di dati medici, collegati ai terminali dello staff sanitario abitante nella stessa struttura
*14) L’istruzione primaria e secondaria avverrebbe all’interno della struttura, con l’ausilio di buona tecnologia e intelligenza artificiale. Anche il corpo insegnante abiterebbe nella struttura polifunzionale.
Chiunque può commentare e proporre argomenti restando sul tema.

