Una tecnologia 7G rappresenta un’ipotetica evoluzione teorica delle reti di telecomunicazione oltre il 6G, estrapolando trend attuali come l’integrazione IA realtà aumentata, la quantistica e la pervasiva intelligence ambientale. Potrebbe emergere intorno al 2040-2050, con velocità oltre i Tbps e una latenza prossima allo zero, fondendo le comunicazioni terrestri, satellitari e biologiche.
Le reti 7G potrebbero sfruttare comunicazioni quantistiche per trasmissione istantanea e sicura di qubit, eliminando i ritardi fisici tramite l’entanglement. L’integrazione con le nanotecnologie abiliterebbe delle reti wireless a corto raggio che collegano sensori e dispositivi impiantabili o indossabili sul corpo umano per monitorare parametri vitali, trasmettere dati medici o abilitare comunicazioni dirette con l’esterno. L’energia da onde elettromagnetiche o da vibrazioni renderebbe le reti autoalimentate, con una copertura globale e onnipresente, attraverso costellazioni di nano satelliti e droni swarm.
In un contesto domestico come descritto nel romanzo, il 7G potrebbe amplificare l’isolamento, con ologrammi tattili e sensi artificiali che simulerebbero dei viaggi reali senza muoversi, con una IA predittiva che anticipa i bisogni (cibo sintetizzato su misura, aria personalizzata via chemio sensori…). Sul piano sociale ci sarebbero metaversi virtuali, mitigando i conflitti reali ma erodendo l’esistenza fisica, priorizzando il PIL tramite l’ottimizzazione quantistica di risorse umane.
Questa tecnologia teorica, radicata in un “minor dispendio, col massimo guadagno”, trasformerebbe l’umanità in nodi di rete, con un’IA che valuta i costi e i guadagni vitali. La normalità nel sistema competitivo diventa immortalità digitale, ma al prezzo di un’autonomia che anestetizza l’empatia e la libertà.

