La vita è uno degli interrogativi più profondi e irrisolti dell’umanità, esplorata da biologia, filosofia e teologia senza una definizione univoca. Dipende dal punto di vista: scientifico, esistenziale o spirituale.
Dalla prospettiva biologica la vita si manifesta attraverso processi come omeostasi, metabolismo, crescita, adattamento, risposta agli stimoli e riproduzione, tipici degli organismi cellulari come sistemi aperti. È un sistema chimico autosufficiente capace di evoluzione darwiniana, distinguendosi dalla mera materia inorganica per l’autopoiesi, ovvero la capacità di auto-riprodursi e mantenere l’equilibrio interno.
Dalla prospettiva filosofica il greco antico, zoé indica l’essenza vitale comune a tutti gli esseri viventi, contrapposta a bíos, i modi specifici di viverla (ad esempio vita contemplativa o politica). Filosofi come Nietzsche la vedono come slancio creativo e superamento costante, non mera conservazione, mentre la filosofia della vita (Lebensphilosophie) enfatizza il divenire irrisolto tra finito e infinito.
Dalla prospettiva teologica, per pensatori come Tommaso d’Aquino, la vita è un dono divino, la capacità di autoconservazione e di movimento propria degli esseri animati, che nell’uomo partecipa della natura di Dio. Nel contesto biblico, termini come l’ebraico nefesh legano la vita al soffio vitale, più che a un’anima astratta.
L’autore del romanzo aggiunge una definizione diversa e a sé stante.

