La frase “fare agli altri quello che vorresti che gli altri facciano a te” è nota come la Regola d’Oro, un principio etico universale presente in molte tradizioni religiose e filosofiche.
Proviene dal Vangelo di Matteo (7:12) nella Bibbia cristiana: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, fatelo anche voi a loro”. È rintracciabile anche nel confucianesimo, nell’islam, nell’induismo e nel buddhismo ma nella sua forma negativa: “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. A ben pensarci, questa formula negativa, più che spingere all’empatia e alla solidarietà, spinge all’indifferenza verso il prossimo. Ossia io non faccio male a te perchè voglio che tu non faccia male a me. La formula positiva cristiana spinge invece all’azione positiva e altruistica verso gli altri.
Applicata alla pianificazione delle federazioni di gruppi sociali descritte nel romanzo, implica sussidiarietà e leale collaborazione tra i componenti. Si tratta anche di ottimizzare gli spazi senza imporre carenze altrui, promuovendo una concertazione per bioregioni sostenibili e favorendo un’equità condivisa.

