Teoricamente non è possibile superare la velocità della luce nel vuoto secondo la relatività ristretta di Einstein, che stabilisce un limite assoluto per qualsiasi oggetto con massa. Questa teoria di Einstein (1905) postula che la velocità della luce sia costante e massima per tutti gli osservatori inerziali. Accelerare una particella con massa a riposo richiederebbe energia infinita.
Esperimenti come quello dei neutrini OPERA (2011) suggerirono inizialmente una superluminalità, ma si rivelarono errori di misura. Nessuna evidenza sperimentale contraddice Einstein finora.
I tachioni, particelle ipotetiche sempre superluminali, che viaggerebbero sempre più veloci della luce, emergono matematicamente con massa immaginaria, ma non sono mai stati osservati e porterebbero a paradossi come causalità violata o viaggi nel tempo.
Hanno massa a riposo immaginaria che implica energia reale ma quantità di moto reale solo superiore a quella della luce. Non potrebbero rallentare sotto a questa velocità, né decelerare da superluminale a subluminale, evitando transizioni con particelle ordinarie.
La loro esistenza porterebbe a paradossi come l’inversione della causalità, ossia gli effetti prima delle cause e instabilità quantistica; non sono mai stati osservati sperimentalmente: appaiono in teorie come stringhe o campi di Higgs ma restano speculativi.

