L’evoluzione umana e culturale segue un andamento di sostituzione sperimentale: dapprima il corpo e il cervello biologici in fase trasformativa, poi la tecnologia come “laboratorio” innovativo una volta raggiunta la stabilità biologica, e ora l’IA come nuova frontiera sperimentale.
Per milioni di anni l’umanità è stata una fase sperimentale. L’Homo è stato il prototipo in continua evoluzione: da Erectus (1,8 mln anni fa) con un volume cerebrale in espansione esplosiva (più del 50% in un milione di anni) a Sapiens (300.000 anni fa), testando varianti morfologiche e cognitive adattate ai climi, alle prede e alla socialità. Mutazioni e selezione naturale hanno stravolto i principi funzionali (la postura eretta, l’uso del fuoco, l’articolazione del linguaggio) eliminando il resto delle sperimentazioni fallite. La stabilizzazione biologica, avvenuta già più di 100.000 anni fa ha congelato il volume cerebrale a una media individuale di circa 1.350 centimetri cubi, rendendo l’umanità un “non plus ultra” dell’evoluzione intellettiva.
Con l’avvento dell’agricoltura (10.000 o 12.000 anni fa), la tecnologia ha rilevato il ruolo sperimentale in continua trasformazione: dagli utensili litici ai metalli alle macchine a vapore (XVIII sec.) ai computer (XX sec.). Questo “esternalismo cognitivo” ha bypassato i limiti biologici (non serve un cervello più grande se gli smartphone estendono la memoria e il calcolo). La fase industriale e moderna (1800-2000) è stata pura sperimentazione: elettricità, antibiotici, internet hanno decuplicato la fitness umana senza alterare il genoma, evolvendo principi funzionali (da manuale a digitale) in un ciclo accelerato di prove ed errori (con relativi fallimenti, come i dirigibili, i floppy disk).
Oggi (2026), l’IA sostituisce la tecnologia stessa con modelli come GPT, che scalano “intelligenza” attraverso tutti i dati dello scibile umano, sperimentando autonomie decisionali in mesi, quello che in passato avveniva in millenni. L’umanità stabilizzata biologicamente e la tecnologia creano un substrato dove l’intelligenza artificiale testa degli stravolgimenti che potrebbero ridefinire il lavoro, la creatività, persino la manipolazione genetica degli esseri viventi.
Questa sequenza riflette l’accelerazione evolutiva attraverso la sperimentazione: fisica, chimica, genetica, culturale, tecnologica, digitale. Probabilmente l’uomo è solo una tappa intermedia di questa sequenza.

