E’ tecnicamente possibile coltivare ulivi in serre controllate che replicano le condizioni microclimatiche ottimali delle zone mediterranee naturali (temperatura 15-25°C medi, picchi fino 35°C, umidità relativa 50-70%, irraggiamento solare 2000-2500 ore/anno equivalenti). Questo approccio, noto come olivicoltura protetta o in ambiente controllato, supera i limiti stagionali e climatici, permettendo produzione in climi non ideali o stagioni invernali, con rese potenziate dal 20-50% grazie a gestione precisa.
Per simulare degli habitat naturali, come ad esmpio quelli della Puglia, della Toscana o della Calabria, la serra geodetica o multispan deve mantenere una temperatura di 18-24°C di giorno, 10-15° C di notte; dei riscaldatori geotermici o pompe di calore invernali, così come dei ventilatori ombreggianti estivi. Una luce LED full-spectrum con una frequenza di 400-700 nanometri per 12-16 ore algiorno, integrando il 70-80% di irraggiamento naturale filtrato da reti ombrose con schermatura del 30-50%. 60-70% di umidità relativa con nebulizzatori; arricchimento di CO2 a 800-1000 parti per milione per fotosintesi accelerata. Occorrono anche vasche con substrato drenante o idroponiche per olivi nani innestati, pH a 6-7, fertirrigazione con rapporto azoto, fosforo e potassio bilanciato e boro.
L’altezza delle piante deve essere limitata a 3-4 m per la potatura. La resa potrebbe essere di 20-40 kg per pianta all’anno, in 2-3 anni, contro i 10-15 kg all’aperto.
Per il fabbisogno di olio extravergine di oliva per una popolazione di meno di 2000 abitanti occorrerebbero circa 500-600 metri quadrati di serre serre dedicate, che produrrebbero attorno alle 10 tonnellate di olio. Esistono già oliveti in serre olandesi e tedesche che producono da 30 anni. In Italia ci sono sperimentazioni in serre fotovoltaiche integrate a Bari, con rese di più del 40%. I costi iniziali di insediamento sono di circa 200 euro al metro quadrato, che verrebbero ammortizzati in circa 5 anni.

