Il fidanzamento nelle società antiche rappresentava un impegno formale e vincolante, spesso un contratto tra famiglie per ragioni economiche, sociali o politiche, che preparava il matrimonio come alleanza stabile. Oggi, invece, è prevalentemente un periodo di conoscenza reciproca senza obblighi legali, più orientato all’amore personale che a strutture familiari.
Nella Roma antica, i sponsalia erano un contratto orale tra padri di famiglia, con formule precise come “Filiam tuam uxorem filio meo dari spondes? Spondeo!”, invocando divinità e testimoni per garantire il futuro matrimonio. Si scambiavano doni, un anello pronubus (inizialmente di ferro) infilato all’anulare, e si celebrava con banchetti; romperlo poteva comportare risarcimenti, ma era possibile per motivi gravi come deformità.
Nel Medioevo, il fidanzamento era un “contratto” stipulato dalle famiglie per motivi economici o sociali, vincolante al punto da rendere raro l’intimità prima delle nozze, con breve durata fino al matrimonio. Durante il Rinascimento, consolidava alleanze politiche e patrimoni familiari, con rituali come doni d’amore che simboleggiavano fedeltà e transazioni.
Ad oggi, il fidanzamento manca di vincolo giuridico in Italia (salvo promessa formale ex articoli 79-81 del Codice Civile), distinguendosi dalla convivenza more uxorio e permettendo la separazione libera. È un tempo di conoscenza, frequentazione e rispetto, spesso segnato da proposta con anello, enfatizzando castità e preparazione emotiva, specialmente in contesti cattolici con corsi prematrimoniali.
Da obbligo familiare e preparatorio al matrimonio (con enfasi sulle alleanze), è passato a scelta individuale e romantica, influenzata da usanze romane come l’anello ma svincolata da formalità legali. Nelle società occidentali contemporanee, la priorità è la maturazione affettiva piuttosto che economica.
Nelle federazioni di gruppi sociali il fidanzamento è una libera scelta individuali, senza vincoli legati alla proprietà e al denaro, che di fatto non esistono. L’unico movente è il romanticismo e la reciproca attrazione, ma nello stesso tempo è anche un impegno preparatorio al matrimonio, con la promessa di reciproca lealtà. Dal punto di vista pratico il fidanzamento in queste comunità di condivisione rappresenta la gestione temporanea di un patrimonio che ancora non è di proprietà. Per tale motivo questo patrimonio deve essere inviolabile e non compromesso da rapporti sessuali prematrimoniali. Se il fidanzamento non andasse a buon fine, ossia non portasse al matrimonio, questo “patrimonio” perderebbe di valore se fosse stato intaccato da rapporti sessuali prematrimoniali. E’ un modo di vedere che oggi potrebbe far sorridere, vista la licenziosità sessuale attuale, in realtà preserva chi lo attua non solo dal punto di vista morale, ma anche da quello psicologico e sanitario.

