In un sistema fondato sulla competizione economica tutto ciò che può nuocere al profitto viene combattuto apertamente o sabotato dietro le quinte, mentre ciò che è vantaggioso viene incentivato. Nel caso del contesto descritto nel romanzo, le federazioni di gruppi sociali si sono rivelate vantaggiose sia allo Stato sia alle aziende produttrici private: un buon motivo per non essere sabotate. L’organizzazione internazionale delle federazioni non ha mai avuto l’intenzione di scontrarsi con le autorità costituite delle nazioni, ma ha sempre cercato di collaborare con esse per rimediare a dei problemi che la stessa competizione crea.
Apparentemente è un paradosso, perché le federazioni di gruppi sociali non accettano il tipo di vita proposto dalla competizione e dal consumismo, ma nello stesso tempo collaborano con lo Stato nel recupero di territori abbandonati o degradati, contribuendo alla loro manutenzione, che previene disastri naturali. Allo Stato conviene economicamente anche perché queste comunità sono autosufficienti nei servizi primari e non costano praticamente nulla. Per le aziende private sono un mercato particolare per la vendita di tecnologia di uso collettivo. I lavoratori esterni sono mano d’opera qualificata a basso costo, che comunque pagano le tasse allo Stato.
In sintesi, la sopravvivenza dell’organizzazione è proprio dovuta alla collaborazione diretta con lo Stato.

